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Nucleare, Giappone. Presto verrà riaccesa la centrale atomica più grande del mondo

TOKYO – Sayonara al nucleare? Manco per niente. Dopo il disastro di Fukushima, il giappone è pronto a far ripartire la mega centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo. E’ quanto si apprende dal quotidiano Yomiuri Shimbun. Una vera sconfitta per chi, dopo la pausa nucleare a seguito dello tsunami del 11 marzo 2011 aveva ipotizzato l’addio definitivo del Paese del Sol Levante all’energia nucleare.

Era il luglio del 2011 quando l’allora premier Naoto Kan aveva dichiarato l’intenzione di abbandonare gradualmente la dipendenza del Paese asiatico all’atomo.  “Punteremo a diventare un Paese che può esistere senza energia nucleare” dichiarò pochi mesi dopo uno dei più gravi danni energetici della storia dell’umanità.

Non se ne farà nulla. Pare infatti che la Tepco, il gestore dell’impianto di Fukushima, voglia riattivare due reattori dell’impianto della prefettura centro-occidentale di Niigata. Solo dopo però il completamento dei lavori sulla “sicurezza rafforzata”. A ben vedere questa strategia nucleare non è una grossa sorpresa vista la composizione del nuovo governo nipponico: per lo più composto da esponenti delle grandi lobby del Paese. Quello di Shinzo Abe, attuale primo ministro conservatore è un modo di sconfessare quanto programmato dal predecessore: ossia lo switch-off nucleare entro il 2040. Questi gli altri reattori che potrebbero essere riaccesi: Toimari (in Hokkaido); Kansai Electric Power quello di Takahama (prefettura di Fukui); Shikoku Electric Power quello di Ikata (prefettura di Ehime); infine, Kyushu Electric Power punterebbe a due centrali, Satsuma-Sendai (prefettura di Kagoshima) e Genkai (prefettura di Saga).

Con questa strategia si vuole stabilizzare l’apporto energetico nel Giappone orientale, includendo anche la popolosa area di Tokyo di Kanto. Ma anche quella di Tohoku. Infine si spera di abbattere il costo dei combustibili fossili, grazie alla centrale di Kashiwazaki-Kariwa, capace di produrre oltre 8,2 milioni di kilowatt. Grazie anche ai 7 reattori, che nel tempo hanno composto il mosaico atomico della centrale. Infine l’emergenza energetica che ogni estate si abbatte sui giapponesi: con queste misure condizionatori e il conseguente incremento dei consumi derivanti alle variazioni climatiche, potrebbero venir meno con la riattivazione delle centrali.

Ma per una centrale che si riattiva, una si spegne. Si tratta di uno dei due reattori nucleari, situati a Tsuruga nel Giappone meridionale. Da quanto emerge é stato fermato in via precauzionale in quanto si trova sopra ad una faglia attiva. La commissione,Japan Atomic Power Company, la nuova authority sta valutando i rischi reali prima di effettuare un eventuale smantellamento.

TOKYO – Sayonara al nucleare? Manco per niente. Dopo il disastro di Fukushima, il giappone è pronto a far ripartire la mega centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo. E’ quanto si apprende dal quotidiano Yomiuri Shimbun. Una vera sconfitta per chi, dopo la pausa nucleare a seguito dello tsunami del 11 marzo 2011 aveva ipotizzato l’addio definitivo del Paese del Sol Levante all’energia nucleare. Era il luglio del 2011 quando l’allora premier Naoto Kan aveva dichiarato l’intenzione di abbandonare gradualmente la dipendenza del Paese asiatico all’atomo.  “Punteremo a diventare un Paese che può esistere senza energia nucleare” dichiarò pochi mesi dopo uno dei più gravi danni energetici della storia dell’umanità.

Non se ne farà nulla. Pare infatti che la Tepco, il gestore dell’impianto di Fukushima, voglia riattivare due reattori dell’impianto della prefettura centro-occidentale di Niigata. Solo dopo però il completamento dei lavori sulla “sicurezza rafforzata”. A ben vedere questa strategia nucleare non è una grossa sorpresa vista la composizione del nuovo governo nipponico: per lo più composto da esponenti delle grandi lobby del Paese. Quello di Shinzo Abe, attuale primo ministro conservatore è un modo di sconfessare quanto programmato dal predecessore: ossia lo switch-off nucleare entro il 2040. Questi gli altri reattori che potrebbero essere riaccesi: Toimari (in Hokkaido); Kansai Electric Power quello di Takahama (prefettura di Fukui); Shikoku Electric Power quello di Ikata (prefettura di Ehime); infine, Kyushu Electric Power punterebbe a due centrali, Satsuma-Sendai (prefettura di Kagoshima) e Genkai (prefettura di Saga).

Con questa strategia si vuole stabilizzare l’apporto energetico nel Giappone orientale, includendo anche la popolosa area di Tokyo di Kanto. Ma anche quella di Tohoku. Infine si spera di abbattere il costo dei combustibili fossili, grazie alla centrale di Kashiwazaki-Kariwa, capace di produrre oltre 8,2 milioni di kilowatt. Grazie anche ai 7 reattori, che nel tempo hanno composto il mosaico atomico della centrale. Infine l’emergenza energetica che ogni estate si abbatte sui giapponesi: con queste misure condizionatori e il conseguente incremento dei consumi derivanti alle variazioni climatiche, potrebbero venir meno con la riattivazione delle centrali.

Ma per una centrale che si riattiva, una si spegne. Si tratta di uno dei due reattori nucleari, situati a Tsuruga nel Giappone meridionale. Da quanto emerge é stato fermato in via precauzionale in quanto si trova sopra ad una faglia attiva. La commissione,Japan Atomic Power Company, la nuova authority sta valutando i rischi reali prima di effettuare un eventuale smantellamento.

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