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Valle d’Aosta. Vince le Union Valdôtaine, crolla il M5S

AOSTA – Esce vittoriosa con il 33,47 % delle preferenze le Union Valdôtaine dalle elezioni regionali che si sono tenute nella Valle d’Aosta.

Segue l’ex alleata, l’Union Valdôtaine Progressiste, che raggiunge quota 19,21%. Insomma 20 dei 35 seggi andranno proprio ai due partiti. L’astensionismo in questa piccola regione non si è fatto sentire, tanto che su 102.633 elettori aventi diritto, si sono presentati ai seggi in 74.955 (73,03%) a fronte di una media nazionale molto più bassa.  Ugo Voyat, vice presidente dell’Union Valdotaine, sottolinea come “i valdostani hanno premiato il lavoro fatto in questi anni, la nostra è una vittoria, rispetto alle ultime politiche il risultato è migliorato. Ora apriremo un tavolo di confronto con tutti e vedremo se qualcuno della minoranza ha intenzione di collaborare, sappiamo che avremo a che fare con 15 arrabbiati (coalizione di centro sinistra ndr), ma il Movimento 5 stelle ha detto che valuterà i provvedimenti che saranno proposti”.

Penalizzati, invece,  il M5S, che prende 6,62%,ovvero ben dodici punti in meno rispetto alle ultime politiche. Anche il Pdl, crolla tanto da non ottenere neppure un seggio. Un fatto che provoca un terremoto. Infatti ha rimesso il proprio mandato il segretario regionale, Alberto Zucchi. “Di fronte ad una débacle di questo tipo – spiega – non posso sottrarmi alle responsabilità e pertanto ho rassegnato in maniera irrevocabile le dimissioni da segretario regionale del Pdl. Inoltre è mia intenzione lasciare la politica. Ho già parlato ai vertici romani e mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta. Abbiamo perso 5.000 voti rispetto alle regionali del 2008. Per dignità personale ho preso questa decisione”. Il Pd si aggiudica invece 3 seggi.  Per il segretario regionale del Pd, Raimondo Donzel,  “la maggioranza che esce dalle urne e che si trova a governare la Regione è indebolita e senza idee chiare. C’è amarezza per non essere andati al ballottaggio, ma il Pd ha tenuto, confermando il radicamento sul territorio, anche se ci aspettavamo qualche cosa in più dalla sinistra”.

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