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Flussi elettorali a Roma. Da M5S il12% è andato a Marino

Indagine dell’Istituto Cattaneo a raffronto il voto politico con quello amministrativo

ROMA – L’Istituto Cattaneo proseguendo nell’esame dei flussi elettorali nelle città dove si è votato per i sindaci ha posto l’attenzione sul Comune di Roma.

In linea di massima – afferma una nota dell’Istituto -non è consigliabile fare confronti fra elezioni di differente livello, per cui si sarebbe dovuto fare il confronto fra le recenti elezioni e il precedente turno amministrativo del 2008. Tuttavia il 2008 – prosegue la nota-rappresenta una data troppo lontana, quando per esempio il Movimento 5 stelle – uno dei protagonisti di questo voto – elettoralmente non era ancora presente. Per questi motivi si è preferito fare un confronto con le vicine elezioni politiche di tre mesi fa, pur nella consapevolezza che alcuni spostamenti elettorali potrebbero essere dovuti più al mutamento di contesto elettorale che a quello di clima politico. I due fenomeni più rilevanti di queste elezioni: a) la caduta del Movimento 5 stelle e la crescita dell’astensione. iI Pd ha saputo conservare la quasi totalità dei propri voti delle politiche perdendo comunque quote non trascurabili verso l’astensione (1,6%), verso Marchini (1,8%) e anche verso Alemanno (1,2%). Il Pdl (come i suoi alleati) non ha perso quote rilevanti verso gli avversari del proprio candidato, ma ha subito una forte emorragia verso l’astensione (5,8%,) . Da notare per inciso che la perdita verso l’astensione – piuttosto che in altre direzioni politiche – è una costante del voto Pdl delle ultime tornate elettorali, come emerso da nostre precedenti analisi).

Il Movimento 5 stelle cede all’astensione una quota rilevantissima di elettori (l’11,4%, più del doppio di quelli rimasti su De Vito).
Rispetto alla questione su cui ci si è interrogati all’indomani delle elezioni (il M5s delle politiche come “traghettatore verso l’astensione” o come approdo temporaneo prima di un ritorno ai “vecchi” partiti?), sembra che la prima lettura sia più adatta a descrivere il comportamento degli elettori del partito di Grillo in questa tornata elettorale romana (elettori stanchi dei partiti tradizionali che hanno “provato” M5s alle elezioni di febbraio, ma che, delusi anche da quel voto, hanno deciso questa volta di non recarsi alle urne) In vista del ballottaggio, questi flussi cosa ci possono dire? La provenienza degli elettori dei principali candidati esclusi dal secondo turno (De Vito e Marchini) – sottolinea la ricerca dell’Istituto-sembrerebbe indicare che Marino potrebbe aumentare il vantaggio già consistente da cui parte (la conferenza stampa di Marchini che auspica una “forte discontinuità” con l’amministrazione attuale rafforzerebbe questa impressione). E’ bene però tener presente che si tratta di indicazioni da prendere con estrema cautela, perché la competizione del secondo turno può innescare dinamiche nuove.
Tornando ai due punti di maggiore discussione (dove sono finiti i voti del M5s? da dove arriva l’astensione?), riguardo alla prima questione, notiamo che De Vito ha saputo conservare solo un quarto dei voti del M5s delle politiche (24,8%). Il 55% dei voti conquistati alle politiche finisce tra gli astenuti. A Marino va circa il 12% e a Alemanno il 6%. Marchini, che con il candidato pentastellato condivideva il fatto di essere estraneo ai due principali schieramenti, non sembra invece aver tratto benefici dall’emorragia di voti a cinque stelle (meno del 2%).
Riguardo alla provenienza dell’astensione, poco meno della metà (46,8%) è composta da elettori che aveva disertato le urne anche alle politiche e può quindi essere considerata stabilmente “estranea” alla politica. Poco meno di un quarto (23,2%) arriva dal M5s. Quote consistenti arrivano poi dal Pdl (11,9%) ,dalla coalizione di Monti (8%). dal Pd(3,2), da Sel (2,5)
I valori percentuali riguardano due questioni: dove sono andati 100 voti del M5s delle politiche (“come hanno votato alle comunali 100 persone che avevano votato M5s alle politiche?”). e la provenienza partitica di 100 astenuti (“come avevano votato nelle politiche 100 persone che ora si sono astenute?

Analisi a cura di Pasquale Colloca e Rinaldo Vignati.

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