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Letta, apertura al presidenzialismo, scuse a chi emigra

Alfano apre le braccia: “Siamo assolutamente d’accordo sull’elezione diretta del presidente della Repubblica”. Beppe Grillo: “Il governo collasserà”

ROMA – Ieri il presidente del Consiglio Enrico Letta parlando al Festival dell’Economia di Trento ha aperto al preidenzialismo, sollevando un coro di critiche anche dal suo partito, oggi, invece,  si scusa addirittura con chi è costretto a emigrare.
“Mi scuso con chi è costretto a emigrare, ma  l’Italia può farcela, sta a noi”. Queste le parole con le quali il premier ha risposto a un lettore de La Stampa: “l debito più pesante che stiamo contraendo, reiterando gli sbagli delle generazioni che ci hanno preceduto, è nei confronti dei giovani. Un errore imperdonabile. A loro devo prima di tutto delle scuse. Le scuse a nome di una politica che per anni ha fatto finta di non capire e che, con parole, azioni e omissioni, ha consentito questa dissipazione di passione, sacrifici, competenze”.
E poi: “Io non ho mai creduto ai salvatori della Patria e alle scorciatoie. Credo nella comunità. E credo che solo insieme possiamo ritrovare il senso alto e nobile del servizio al Paese. Già a partire dai prossimi  Consigli dei ministri porteremo un pacchetto di provvedimenti per depurare il mercato del lavoro da incrostazioni e iniquità, rendere più conveniente l’assunzione stabile dei giovani, sostenere l’Italia che fa e che innova, portare i ragazzi italiani ad avere un livello di istruzione e mobilità sociale più vicino a quelli dei coetanei europei, liberare le energie di un Paese soffocato da burocrazia, privilegi, conservazione”.
Insomma, siamo ai soliti proclami di questo governo che finora ha promesso tanto e fatto ben poco. Di certo l’ipotesi di un futuro presidenzialismo è stata accolta a braccia aperte dal centro destra, specie da Angelino Alfano, assiduo sostenitore di questa forma di governo: “”Noi facciamo da sempre una grande battaglia -dice  il vicepremier  – nel Pdl siamo assolutamente d’accordo sull’elezione diretta del presidente della Repubblica. E adesso anche dal Pd arrivano dei significativi spiragli. Se riuscissimo a farla sarebbe una grande prova di democrazia come succede in altri paesi, come Francia e Stati Uniti, dove i cittadini scelgono direttamente il Capo dello Stato”. E anche un modo, conclude, per “aumentare l’affetto dei cittadini nei confronti delle istituzioni”.

E infine Alfano a margine della parate militare del 2 giugno è tornato a parlare delle tasse e specialmente dell’Imu: “Le aziende che assumono ragazzi non devono pagare quelle tasse che fin qui hanno rappresentato disincentivi all’assunzione. Pensiamo che questa possa essere una buona ricetta. Poi con politiche di defiscalizzazione come l’eliminazione dell’Imu o il non aumento dell’Iva si può favorire la ripresa dei consumi che genera nuova intrapresa”. “Inoltre – ha aggiunto Alfano – dobbiamo puntare forte sull’abbattimento di quei lacci e lacciuoli che frenano le imprese. Se riusciamo a fare tutto questo, credo che nella seconda metà del 2013 avremo buone possibilità  per uscire dalla crisi e riprendere a crescere”.

Grillo, attacca il governo: solo proclami

Nel frattempo Beppe Grillo continua dal suo blog ad attaccare il governo Letta: “L’Italia è come un cammello”, scrive il comico genovese. “Nelle gobbe non ha più acqua e davanti un deserto che sembra non avere fine. Il cammello Italia collasserà e gli italiani, ignari, lo verranno a sapere in prima serata, dopo la pubblicità e prima degli elicotteri», si legge ancora. «Le gobbe del cammello Italia sono aride, ma i venditori di miraggi si moltiplicano. Il Governo nel frattempo fa solo proclami e si balocca con il presidenzialismo, la legge elettorale che verrà sotto gli occhi vigili di Napolitano, la presa per il culo del falso taglio al finanziamento dei partiti, la legge per eliminare il M5S dal Parlamento, la nuova Costituzione e altre amenità».

 

Ius soli. Matteo Renzi si appella al parlamento, Gasparri replica
Intanto Matteo Renzi durante il suo intervento alle celebrazioni del 2 giugno chiede: “a nome della città di Firenze al parlamento e alle autorità centrali, con rispetto, che sia approvata una nuova legge sulla cittadinanza basata sullo ius soli, in base al principio che chi nasce in Italia è italiano”.  Subito arriva la replica di Maurizio Gasparri, Vicepresidente del Senato: “Renzi è un demagogo. Non si potrà mai dare la cittadinanza automaticamente a chi nasce in Italia”. tuona l’esponente pidiellino.
“Questa propaganda – ha sottolineato Gasparri – crea illusioni, può attirare più clandestini nelle nostre città e, in una fase di crisi economica e occupazionale, può alimentare tensioni sociali”. E infine: “Basta con questa litania. Un conto sono aggiustamenti tecnici e limitati a leggi già troppo generose, altro è auspicare assurdi automatismi. Piuttosto rendiamo più efficaci i meccanismi di espulsione dei clandestini. Abbiamo già tanta criminalità italiana che non c’è necessità di apporti esteri”.

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