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Marino, dobbiamo liberare Roma, farla tornare a sperare e sorridere

A piazza Farnese con il candidato sindaco Serracchiani, Zedda, Pisapia e Zingaretti

ROMA – Da Piazza San Giovanni battuta da un vento gelido, con poca gente ma tanto entusiasta , decisa  a dare battaglia insieme a Ignazio Marino candidato sindaco, a Piazza Farnese, piena di sole, con tanta gente che l’affolla, l’entusiasmo è ancora maggiore.  Il primo turno è andato bene, Alemanno è rimasto staccato di più di dieci lunghezze, ma in tutti ce la consapevolezza che non si possono tirare i remi in barca, la vittoria è a portata di mano. Queste ultime ore fino a quando si apriranno le urne e poi fino a lunedì alle ore 15, dice Debora Serracchiani, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. Ognuno deve contattare quanti più cittadini possibili.  Alemanno non si merita una città come Roma,  si deve cambiare, il problema non é se uno e nato nella Capitale oppure no, come dice Alemanno, ma se si ama Roma e Marino , sottolinea , è uno che ha mostrato di amare tanto questa città, a differenza del sindaco che se ne deve andare. Con lei sono venuti a Piazza Farnese, il sindaco di Cagliari, Zedda,quello di Milano, Pisapia, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti che qui ovviamente è di casa.

Aprire una prospettiva di ricostruzione della città

Fra la folla Guglielmo Epifani che, dice Marino ancor prima di diventare il segretario del Pd, lo ha sostenuto e incoraggiato ad intraprendere una strada difficile, ma bellissima quella di cacciare Alemanno e aprire una prospettiva di ricostruzione per la città, devastata da cinque anni di amministrazione dove si  guardato solo alla clientela, ai favori, una amministrazione “ familiare”.  Da Piazza  Farnese, da quella folla, dal popolo della sinistra , sono venute indicazioni importanti. Intanto il pubblico: per chi frequenta da molti anni le manifestazioni della sinistra, del Pd ora, prima del Pci, tante le facce note. Ci sono ancora quelli che in questa piazza con Achille Occhetto manifestarono quando cadde il muro di Berlino. E ci sono tanti giovani. Il pubblico del “ Daje” gridato da Ignazio Marino, il pubblico che vuole il cambiamento, ha creduto nella possibilità di cambiare ed ora prova una forte delusione per l’alleanza fra Pd e Pdl, come ha sottolineato Debora Serracchiani, l’unica soluzione possibile, ma la sinistra non deve smarrirsi nei meandri delle “ larghe intese”.

Una ovazione in risposta   al saluto di Stefano Rodotà

E al Pd in particolare dovrebbero risuonare le orecchie per quel lungo applauso, una ovazione che ha accolto il nome di Stefano Rodotà che non ha fatto in tempo ad arrivare a piazza Farnese, ha detto Marino, e ci saluta tutti. Altro elemento che la piazza, il “ popolo” che con Marino vuole mandare a casa Alemanno e c’è quasi riuscito, racconta: lo mette in rilievo , il sindaco di Milano, quando fra gli applausi afferma che il centro sinistra governa tantissimi comuni, ha riconquistato importanti città a partire da Milano. Se si conquista Roma , anche sul piano nazionale, nessuno potrà non tener conto che le due più importanti città italiane sono amministrate da una forte alleanza fra le forze di progresso, della sinistra, democratiche. Non si può governare l’Italia con una politica che si muova contro i comuni che rappresentano i cittadini.

Epifani. L’importanza della partita che si gioca a Roma

Guglielmo Epifani, sotto il palco confuso fra la folla, risponde alle domande dei giornalisti e parla al governo. “ Ci vuole un esecutivo che faccia le cose. Il Paese deve essere interpretato per quello che è. C’è una domanda di governo perché le cose non vanno bene dal punto di vista economico. La partita  che si gioca a Roma è molto importante: Credo che i romani avvertano questa voglia di rinnovamento che Marino può garantire. I romani vogliono cambiare e Marino è la persona giusta. Sono convinto che possa davvero vincere questa sfida”. E Marino sale sul palco, lo accoglie un applauso che sembra on aver fine. In maniche di camicia, emozionato, ringrazia tutti i collaboratori, i volontari che hanno lavorato  con lui. Il centro del suo discorso, “dobbiamo liberare Roma “, parole che ripete più volte raccontando i disastri provocati dalle politiche di Alemanno. “ Dobbiamo liberare Roma- dice- dalla palude e dai favoritismi, farla ritornare a sperare e sorridere.”

E la folla grida “ Daje”

 E ripete: “ Dobbiamo liberare Roma. Mi dovete aiutare tutti. Da solo non ce la posso fare. Ce la possiamo fare tutti, passando dalla cultura dell’io alla cultura del noi” E chiude alzando un cartello con scritta una sola parola, “ daje” . Sul palco abbracci e sorrisi. Si levano le note del “ La notte dei desideri” di Jovanotti. “ Siete bellissimi” grida Marino rivolto al popolo della piazza, scende dal palco, si mischia alla folla che con lui, come un sol uomo- donna grida “ Daje”.

 Nicola Zingaretti, salutato da un grane applauso, è stato il primo a colpire il potere clientelare,battendo il centrodestra, riconquistando la Regione. Dice: “ E’ incredibile che in questi ultimi giorni la destra abbia fatto più manifesti contro Ignazio Marino che non a favore del suo candidato sindaco. E’ nun ammissione di debolezza, l’ammissione di quello che noi sapevamo da tempo. Neanche loro trovano più un buon motivo oer dire ai romani votate Giovanni Alemanno”.

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