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Ciampino, ritrovamenti archeologici. Scatta il vincolo dei beni culturali

Soddisfaziione del movimento Ciampino bene comune

CIAMPINO (ROMA) – Dopo il ritrovamento dei siti archeologici a Ciampino dove si sarebbe dovuta sorgere la nuova zona 167, si è espressa la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio che ha di fatto imposto un vincolo di tutela sull’area di via Mura dei Francesi. Una prima vittoria  per il movimento cittadino Ciampino Bene Comune che fin dall’inizio si è impegnato in prima linea a salvaguardia del territorio.
“Un vincolo sul sito di Muro dei Francesi che apre nuovi scenari. Ma la strada è ancora lunga”, scrive in una nota Marina Veneri, cha ha  partecipato all’incontro al quale erano presenti oltre al  Direttore Regionale  per i Beni Culturali e Paesaggistici  del Lazio arch. Federica Galloni anche l’amministrazione comunale di Ciampino e i rappresentanti del consorzio  delle cooperative.

L’architetto Galloni  ha comunicato l’avvio del procedimento per l’imposizione di un vincolo sull’area:  una fascia perimetrale lungo il muro, già soggetto a vincolo, di 50 mt di totale inedificabilità,  un’ulteriore fascia con  una profondità variabile, fino a 100 m, da destinare a verde attrezzato e il  vincolo totale su tutte le aree dove sono presenti gli uliveti.  Questa decisione è stata inviata all’ammistrazione comunale già dal 7 giugno u.s. ed ha valore  immediato. A partire da questa data si potranno presentare le osservazioni (90 giorni) e successivamente, entro 120 giorni complessivi, la direzione regionale assumerà la decisione finale.  

“La nostra battaglia sulla intera salvaguardia di quest’area,  –  scrive in una nota Ciampino bene Comune – che dopo i recenti ritrovamenti  archeologici di parte della villa di Messalla e le statue dei Niobidi, ha  avuto importanti riscontri  nazionali ed internazionali, comincia ad avere e dei significativi risultati”.
“Non si tratta certo di un vincolo complessivo, che ne affermerebbe il valore di “unicum”  inscindibile tra territorio e reperti archeologici, nel contesto monumentale e paesaggistico di un’area  più vasta dove si colloca il nostro comune, ma è comunque una azione significativa.  L’amministrazione comunale dovrà, ancora una volta, valutare l’opportunità di mantenere la scelta  di realizzare case di 167 in quel sito continuando a creare un indefinito rinvio della certezza  edificatoria, (segnaliamo il problema della saturazione del depuratore di via Morosina che rischia di  aggiungere altri anni di fermo) o intraprendere altre soluzioni.  Già più di un anno fa  – continua la nota –  il nostro movimento rappresentativo di decine di associazioni segnalò al  sindaco ed agli assessori l’imprudenza di continuare sulla strada di non tener conto degli importanti  ritrovamenti. Non ci basta oggi dire “noi l’avevamo detto”, ma ci sentiamo piuttosto impegnati a  continuare a svolgere la nostra azione di ruolo civico e rappresentativo degli interessi diffusi.  Il nostro obbiettivo è salvare l’intera area perché è un bene prezioso irreversibile e inestimabile, per  farne un punto di partenza per Ciampino, per una nuova economia che non si basi sul mattone, ma  sul bisogno di bellezza e di cultura”.

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