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Camera approva mozione maggioranza su F-35. 381 voti contro 149

ROMA – Dopo la possibile spaccatura della maggioranza di ieri sugli F-35, oggi la Camera ha approvato la mozione con 381 voti favorevoli e 149 contrari. La discussione non è stata affatto pacata, tanto che tra Pd e M5S si è arrivati ai ferri corti.

Per Alessandro Di Battista, che ha votato contro  “la mozione del Pd sugli F-35 è una vera e propria supercazzola”. Anche per la Lega, contraria,  si è trattato di una pagliacciata “che in maniera ipocrita evita di affrontare il futuro del progetto F35 concretamente.
Tuttavia, proprio il Partito Democratico ha espresso soddisfazione. In primis la deputata Pd Sandra Zampa: “Non ho mai creduto che chi vuole la pace debba preparare la guerra. Chi vuole davvero la pace deve lavorare solo per la pace con i propri comportamenti, nel linguaggio e nelle scelte. Con questo spirito ho votato favorevolmente alla mozione sugli F35 della maggioranza. Il testo chiede al governo di  non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione senza che il Parlamento si sia espresso nel merito e ciò significa che ci si ferma ai tre F35 già acquistati”.
Inoltre – informa sempre la deputata – “con la mozione si dà via libera a un’indagine conoscitiva in vista del Consiglio europeo di dicembre che permetterà agli italiani di sapere e ai parlamentari di decidere quali investimenti valgano la pena di essere fatti e in quale direzione. Questo risultato che rappresenta un buon punto di mediazione è l’esito di un confronto serio dentro al partito democratico. Occorre ringraziare tutti coloro che si sono battuti per arrivare qui: l’area critica del Pd ha dimostrato che quando
non ci si consegna mani e piedi al Pdl in nome di un mal interpretato concetto di pacificazione, ‘costi quel che costi, si ottiene qualcosa di meglio per il bene comune”.

Le parole di Zanda non sembrano però convincere Gennaro Migliore, che ha votato contro la mozione di maggioranza: “Da vari siti sembra che il Pd voti per sospendere F35 fino al termine di un’indagine conoscitiva”, afferma il capogruppo di Sel. “Non è vero”.
Altri, come Gero Grassi, del Pd parla addirittura di una storica approvazione del parlamento, con la quale “si riappropria del ruolo di decidere in materia di acquisto
armi”.  “Ora – scrive in una nota il deputato –  la prossima conquista dovrà essere quella di eliminare dal ‘Decreto del farè l’articolo 48 che prevede la possibilità che il Ministero della Difesa contrattualizzi la vendita delle armi, obiettivo già raggiunto nel 2012 ed oggi riproposto incautamente”.

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