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Grillo in due mosse fa harakiri

ROMA – Il comico genovese, che ormai non fa più ridere,pensa di essere un gran furbo. Siccome  non  riesce  a controllare i “ suoi,” pensa a parare i colpi che gli arrivano da destra e da manca, vere e proprie insubordinazioni , in alcuni caso l’abbandono diM5S, con qualche trovata che lui ritiene geniale , spostando  di volta in volta il terreno dello scontro.

Forse il suggerimento, la tattica guerrigliera, gliela ha suggerita quel cervellone che è Casaleggio. Ma fa ugualmente acqua da tutte le parti. O meglio proprio un suicidio, di quelli  violenti, un harakiri di marca giapponese. L’ultimo colpo da parare gli arriva da Roma. Il sindaco Marino senza niente chiedere, senza stringere patti, alleanze dichiara il suo interesse ad avere fra gli assessori  una persona indicata dal movimento romano, possibilmente una donna cui affidare un incarico prestigioso e di grande responsabilità, l’assessorato alla sicurezza  e legalità. Il consigliere comunale  di Roma, Marcello De Vito, che è stato anche candidato sindaco dei grillini, conquistando fra l’altro più voti della lista, prende atto della richiesta, dice che su problemi importanti  per la città  ci sono visioni comuni.  Dice testualmente che dai colloqui con Marino è emerso che “ le nostra visioni convergono su alcune tematiche e metodi, quali ad esempio la scelta degli assessori attraverso l’analisi dei curriculum”. De Vito precisa che”coerentemente con il Non Statuto, il movimento non intende stringere alleanze o fare accordi: quello che ci è stato richiesto è invece di attivare una procedura di selezione molto rapida ma basata sul curriculum e sul merito”. E parte la consultazione in rete. Apriti cielo,chiuditi terra.

Il diktat contro i consiglieri comunali del M5S

Arriva il diktat di Grillo, fermi tutti, non siete autorizzati, solo io decido. Ma lui è furbo e capisce che da questa vicenda il M5S non ne esce bene. La consultazione in rete va avanti, malgrado il divieto. Ed ecco che sposta oil terreno dello scontro. Attacca i giornalisti, li vuole  cacciare dal Parlamento.  Strilla: “ I giornalisti non possono infestare Camera e  Senato e muoversi a loro piacimento. Vanno disciplinati in spai appositi esterni al Palazzo”.  E già che c’è, per completare l’opera, sul suo blog spuntano simboli della guerra fascista. Prende infatti  un manifesto  in cui era scritto “ taci, il nemico ti ascolta e lo rivende così: “Il giornalista vi ascolta. Tacete”.  La furbata  ha l’effetto voluto. L’attenzione dei media si sposta immediatamente sul fattaccio. Certo i giornalisti sono ingombranti. In particolare  quelli che non si accontentano delle veline, che non costruiscono fasulli retroscena ma, come si diceva una volta “vanno alla fonti”. Il Parlamento è una fonte primaria, quasi un pozzo senza fine pieno di notizie, fatti, avvenimenti. E’ il luogo in cui si richiede il massimo di trasparenza, si deve offrire il massimo in termini di libertà dell’informazione.

I giornalisti  vanno cacciati dal Parlamento

Dice Franco Siddi,segretario della Federazione nazionale della Stampa: “l nuovo strillo intollerante di Grillo contro i giornalisti assume la fattezza di chi vuole per il suo movimento politico una informazione fatta di “veline” stile Minculpop. Non vuole testimoni di verità, come sono i giornalisti che osservano i fatti e i protagonisti della vita pubblica per darne conto ai cittadini”. Noi al contrario di Grillo pensiamo che i giornalisti, senza generalizzare,spesso dimenticano cosa sia la libertà di informazione . I nostri media non brillano di luce propria. I giornalisti dovrebbero “usare “ di più questo diritto,  il sale della democrazia, nel raccontare fatti, persone, problemi. Solo uno come Grillo, magari in tandem con Berlusconi può pensare di rinchiudere i giornalisti in un recinto. E già che si siamo mettiamoci pure un po’ di magistrati. La furbata di Grillo si ritorce contro di lui.  Non copre la prima mossa. Anzi, perché malgrado il diktat del caporale, ci scusino i caporali veri, la durezza delle sue parole, l’intimazione a non effettuare alcuna consultazione in rete, Di Vito e gli altri consiglieri chiedono il parere della rete. Il parere è favorevole a indicare a Marino il nome di un assessore. Ancora tuoni e fulmini, le minacce di Grillo si fanno pesanti. L’espulsione è alle porte. I consiglieri romani di M5S cedono, subiscono il ricatto. Ma è un harakiri per Grillo. Se qualcuno non conosce cosa siano la libertà e la democrazia basta legga il blog grillesco che riferii a De Vito parla di “iniziative personali” e decreta che “l’unica base dati certificata coincidente con gli attivisti del M5S e con potere deliberativo è quella nazionale che si è espressa durante le Parlamentarie e le Qurinarie e quindi il voto chiesto da De Vita on line non ha alcun valore.” Libertà e democrazia sono un’altra cosa.

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