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Spagna, l’ex tesoriere del Partito di Rajoy in carcere

Corruzione e conti in Svizzera. Detenzione preventiva per Barcenas: “pericolo di fuga”

MADRID – L’ex tesoriere del Partito Popolare spagnolo Luis Bacenas è in carcere senza possibilità di uscita dietro pagamento di cauzione. Il forte il rischio di fuga per colui che è considerato l’uomo chiave del caso Gürtel, uno dei più grandi scandali di corruzione degli ultimi anni in Spagna.

La decisione della detenzione preventiva è stata presa dal giudice Pablo Ruz, che ha accettato la richiesta della Fiscalia anticorruzione, la procura che si occupa di reati di questo genere. Il pericolo di fuga è stato dettato dal fatto che negli ultimi tempi sono stati ravvenuti spostamenti di ingenti somme di denaro partite dai conti dell’ex tesoriere del partito dell’attuale premier spagnolo Mariano Rajoy verso paradisi fiscali extra europei. Stati Uniti e Uruguay su tutti. Inoltre quello che si voleva evitare è che Barcenas potesse occultare prove ancora non evidenziate dal setaccio giudiziario, che da mesi sta mettendo a soqquadro la destra spagnola. Nonchè la possibilità che faccia pressione sui testimoni chiave del processo.

Processo che dopo le pubblicazioni de “El Pais” della contabilità parallela del PP, ha subito nuovi scossoni. Al centro del nuovo scandalo i paradisi fiscali nel quale Barcenas deteneva somme di denaro che con ogni probabilità sarebbero derivate da commissioni e da pagamento di tangenti al partito. 46 milioni il bottino che gli inquirenti sono riusciti a rintracciare in Svizzera, in alcuni conti bancari riconducibili all’ex “tesorero”.

Una somma che secondo l’avvocato difensore del principale accusato non è prova di reato. “Non si può di certo dire che perchè uno ha 25, 30 o 40 milioni in svizzera, debbano per forza esser di origine fraudolenta”. Poi il commento sulla detenzione del suo assistito. “E’ impossibile che il signor Barcenas possa fuggire o possa distruggere le prove. E’ una delle persone più conosciute. Ha una fisionomia conosciuta in tutto il mondo”.

Ma la questione scotta eccome in Spagna. A margine del consiglio europeo di Bruxelles Mariano Rajoy, senza mai nominare direttamente il suo nome, si è detto del tutto sicuro che il suo arresto possa creare ulteriori problemi a lui e al suo partito. Nessun nuovo problema e nessun allargamento della macchia d’olio. Nessun nuovo “Nunca Mais” politico insomma. Che per lui che è galiziano vuol dire molto. In molti ricorderanno il disastro petrolifero che nel 2002 si abbattè sulle coste galiziane. Un episodio che il premier spagnolo conosce bene, viste le sue origini di Santiago da Compostela, capoluogo della galizia. La regione che diede le origini al Generalisimo Francisco Franco.

L’incarcerazione preventiva di Barcenas non scuoterà il governo, mentre certamente darà adito alle opposizioni del partito popolare, che da tempo sta attuando un opera di restyling nelle sua fondamenta. Il vicepresidente del Governo Soraya Lopez de Santamaria ha manifestato rispetto per tutte le decisioni della magistratura, chiedendo però che la questione si risolva in “modo più agile possibile”. Ma se l’agilità è stata chiesta, certamente non si è partiti col piede giusto. Non tanto per ulteriori ruggini riconducibili ai partiti, quanto piuttosto all’ulteriore denuncia che pende sulla testa di Barcenas. Il Procuratore che ha chiesto l’incarcerazione dell’ex tesoriere del Partito Popolare ha infatti denunciato per minacce Barcenas, aggravando la posizione dell’imputato. Secondo quanto emerge dalla cronaca locale, infatti, poco dopo la richiesta di incarcerazione, Mariano Benitez de Lugo, il procuratore, avrebbe infatti ricevuto con tono minaccioso delle parole ingiuriose. Un episodio increscioso che sarebbe avvenuto durante un incontro fortuito con l’imputato in un corridoio del tribunale.

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