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Datagate. Schultz chiede spiegazioni e il Guardian ritira articolo

LONDRA – Dopo le rivelazioni sul presunto spionaggio in Europa da parte degli Usa, il presidente del parlamento Europeo Martin Schulz, è intervenuto chiedendo un chiarimento  agli Stati Uniti.

Schulz ha fatto riferimento alle rivelazioni dello «Spiegel» che parla di milioni di telefonate spiate nel Vecchio continente, comprese le comunicazioni dei ministri e dei diplomatici dell’Ue a Bruxelles, e delle accuse di una seconda talpa dell’Nsagate secondo cui l’Italia e altri sei Paesi europei avrebbero accordi segreti con Washington per il passaggio di dati personali alla National Security Agency.
“Sono profondamente preoccupato e sorpreso”,  ha affermato in una nota l’esponente tedesco del Pse. E poi, “se le accuse risultassero vere, sarebbe un fatto molto grave che avrebbe un impatto grave sui rapporti tra Stati Uniti e Unione europea. A nome del Parlamento europeo, chiedo alle autorità americane un chiarimento completo e di avere in tempi rapidi più informazioni su queste accuse”, ha aggiunto Schulz.
Secondo quanto riferito dal Guardian, dopo Edward Snowden una nuova talpa dell’Nsagate ha rivelato che Italia, Gran Bretagna, Francia, Danimarca, Olanda, Germania e Spagna hanno accesso al Tat-14, il sistema di telecomunicazioni transatlantico via cavo che consente loro di intercettare un’enorme quantità di dati, incluse telefonate, email e la la storia di accesso a internet degli utenti. La nuova talpa è  Wayne Madsen, un ex luogotenente della Marina Usa che ha lavorato per la National Security Agency dal 1985 ricoprendo ruoli sensibili nell’agenzia nei 12 anni successivi. Madsen ha dichiarato al blog PrivacySurgeon.org, in un’intervista ripresa dal Guardian, che in base all’intesa ogni Paese è classificato da Washington in base al livello di fiducia e, se richiesto, è tenuto a passare alla Nsa dati come conversazioni telefoniche o informazioni internet.

Nel frattempo il sito del Guardian ha ritirato l’articolo contenente le presunte rivelazioni di una seconda talpa della Nsa che accusava l’Italia e altri sei Paesi Ue di avere accordi segreti con Washington per fornire dati personali alla National Security Agency americana. L’articolo è stato ritirato «in attesa dei risultati di un’indagine», viene spiegato. Secondo il sito di un concorrente del quotidiano inglese, il Telegraph, la fonte, Wayne Madsen, sarebbe risultata essere poco credibile e già in passato avrebbe fatto false rivelazioni come quella su una presunta omosessualità di Barack Obama.

Nell’articolo si riferiva che Madsen, presentato come un ex ufficiale della Marina che avrebbe lavorato per 12 anni nella Nsa, ha accusato Italia, Gran Bretagna, Francia, Danimarca, Olanda, Germania e Spagna di avere accesso insieme agli Usa al Tat-14, il sistema di telecomunicazioni transatlantico via cavo che consente loro di intercettare un’enorme quantità di dati, incluse telefonate, email e tutti gli accessi a internet degli utenti. In un’intervista al blog PrivacySurgeon.org ripresa dal quotidiano inglese, Madsen sosteneva che gli accordi di spionaggio risalissero addirittura agli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra, quindi a ben prima dell’era di Internet.

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