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Letta in Israele auspica la pace, ma nella sua maggioranza soffiano venti di guerra

ROMA – E’ iniziata con la visita allo Yad Vashem, il memoriale della Shoah, la due giorni del presidente del Consiglio italiano Enrico Letta in Israele e nei territori palestinesi. Accompagnato dalla moglie, il premier ha visitato il museo dell’Olocausto e prima ancora ha incontrato una sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz, Hanna Weiss.

Al termine della visita, il premier ha commentato: “Non dobbiamo e non vogliamo mai abbassare la guardia, anche e soprattutto in un momento in cui si affacciano i germi dell’antisemitismo nella nostra amata Europa”. Ha poi aggiunto Letta, citando il compianto cardinale Martini: “Non basta essere contro bisogna essere per il popolo ebraico”.
Netto il giudizio del presidente del Consiglio sulla Shoah, definita “una ferita aperta che squarcia la terra di Gerusalemme e ci riguarderà per sempre. L’antisemitismo è un cancro dell’umanità e una minaccia la pace di tutti i popoli”. Letta ha infine annunciato che il 16 ottobre sarà alla cerimonia per il settantesimo anniversario della deportazione degli ebrei romani, evento che arrivò – ha spiegato il premier – “al culmine di una degenerazione che prese avvio a partire dalle leggi razziali, parteciperò a nome del mio governo a quest’ultima ricorrenza e alle altre iniziative organizzate dalle comunità ebraiche”.
Poco prima di mezzogiorno, Enrico Letta e il premier israeliano hanno tenuto una conferenza stampa congiunta, nel corso della quale il presidente del Consiglio italiano ha sottolineato: “Le nostre relazioni bilaterali sono al loro massimo. E’ un rapporto importante non solo per la cultura, ma anche perchè vogliamo imparare da voi sulla creazione delle start up e sulle aziende innovative”. Ha ribattuto Neranyahu: “Apprezzo la sua amicizia”. L’incontro si è concluso con una richiesta congiunta fatta in italiano. I due leader hanno infatti ribadito più volte: “Pace! Pace! Pace!”.
Intanto in Italia i parlamentari di Scelta Civica aspettano Enrico Letta per chiarire la linea del governo. Mario Monti insiste: “serve subito una verifica del patto di governo”. L’ex premier pare proprio che si sia accorto che l’attuale maggioranza Pd – Pdl stia, nei fatti, sovvertendo tutti i provvedimenti che aveva messo in campo il governo precedente. Non vuole, dunque, contribuire in prima persona alla politica berlusconiana che ha così amaramente criticato in campagna elettorale. Casini frena il professore e spiega “dobbiamo essere responsabili più di Pdl e PD, dobbiamo sostenere Letta e aiutarlo”
Mentre i capigruppo Sc di Camera e Senato Lorenzo Dellai e Gianluca Susta chiedendo a Letta “di organizzare una serie d’incontri politici tra le forze parlamentari che sostengono il Governo” per “precisare nei dettagli il patto di governo che ci lega in questa maggioranza”.

“Faccio molta fatica a prestare un volto minaccioso al professor Monti che, voglio ritenere, voglia giocare solo un ruolo di stimolo”, ha commentato oggi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, poco prima di lasciare Zagabria al termine della sua visita in Croazia. Il presidente ha spiegato di aver sentito “il professor Monti solo per telefono» in occasione del suo compleanno due giorni fa. E, a chi gli faceva osservare che Monti chiedeva un «patto di coalizione”, Napolitano ha risposto: “Benissimo, vedremo cosa gli risponderanno i partner della maggioranza”.
Ma alla fine Scelta Civica la spunta e Letta da Israele e costretto a fissare un appuntamento per giovedì mattina: vertice di maggioranza a palazzo Chigi. Si raccomanda la presenza di tutti i partiti. Cambierà qualcosa nel programma Letta?

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