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Francia. Carla Bruni vola gratis a New York per l’album. Ira sulla casta

PARIGI – Paese che vai, spreco che trovi. Polemica in Francia per la torinese Carla Bruni, ex premiere Dame di Nicholas Sarkozy, nonché donna di spettacolo. Nelle mire della ribollente opinione pubblica francese è finito il viaggio l’ex presidente della repubblica francese e la cantante italiana hanno svolto lo scorso 23 giugno con destinazione New York.

Un viaggio in prima classe che ai comuni mortali sarebbe costato circa 9.000 euro (compreso ritorno) ma che in virtù dell’ex militanza dell’ex esponente dell’Ump all’Eliseo non è costato nulla. Nemmeno le 500 euro di tasse aeroportuali, che sono state evase dalla Air France, la compagnia di bandiera i cui dipendenti da tempo attendono un adeguamento salariale.

Fosse stato un viaggio inerente alle funzioni politiche svolte da Sarkozy, seppur in un momento di crisi, nessuno avrebbe battuto ciglio. Ma la sortita americana per la coppia Sarkò-Bruni è stata ideata per promuovere il suo album e per rilasciare interviste. Niente da procura o da inchieste giudiziarie: la legge del 3 aprile 1955, ritoccata nel 1985, in Francia assicura ai capi dello Stato emeriti e ai loro congiunti agevolazioni nei trasporti a vita: sia sugli aerei Air France che sui treni dell’Sncf.

Ma la crisi morde ovunque, anche in Francia dove la rabbia ribolle nelle periferie e nei sobborghi delle città. La tassazione attuale è tra le più alte d’Europa (45% per chi dichiara meno di un milione di euro; 75% per chi ne dichiara di più). E certamente, come in altri parti dell’eurozona, nemmeno tra i nostri “cousin” eccelle per implementazione dei servizi ai cittadini, bensì mannaie e decurtazioni al welfare.

Sul piede di guerra si sono mossi i sindacati. Il sindacato “Sud”, che ha reso pubblica la vicenda, ha sparato a zero sulla casta d’oltralpe: “Il fatto di usare la compagnia per gli amici o gli amici degli amici è vergognoso” ha scritto in un comunicato Léon Crémieux. Tutto questo accade in un momento dove nella compagnia battente bandiera francese si impongono ai dipendenti il blocco dei salari e degli avanzamenti di carriera, la soppressione di posti di lavoro. Air France sa fare bene i regali ai suoi amici ma non siamo più sotto monarchia” tra le frasi più taglienti.

Una realtà ben conosciuta in Italia, Spagna, Grecia e Portogallo. Soprattutto se si considera che nel 2012, attraverso il piano di risparmi «Transform 2015» basato su sanguinosi sacrifici dei dipendenti Air France, furono rastrellati circa 2 miliardi di euro in tre anni. Senza intaccare questi tipi di privilegi di questo tipo, assai invisi ai battaglieri francesi.

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