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Rai. Alla scoperta de “La Grande Storia”. Intervista a Luigi Bizzarri

Su Rai3 un nuovo ciclo di puntate  tra immagini inedite, documenti segreti e inchieste. A tu per tu con il capo della struttura cultura e storia di Rai3

ROMA – La storia come non è stata ancora raccontata. Un nuovo ciclo di puntate de “La Grande Storia” torna su Rai3 il venerdì in prima serata a partire dal 12 luglio. L’informazione culturale  della Rai non va in vacanza. Anzi sceglie di analizzare la storia d’Italia del Novecento da un altro punto di vista: protagonisti, testimoni, vittime, carnefici, documenti segreti, immagini inedite e retroscena per esaminare gli aspetti anche più controversi del nostro recente passato.

Saranno sette gli appuntamenti estivi del programma, in onda fino al 23 agosto, e sarà Paolo Mieli il volto unificante che con i suoi commenti accompagnerà il dipanarsi della storia per immagini: il racconto drammatico e avvincente che si dipana lungo tutto il “secolo breve”.
Quello de ‘La Grande Storia’ è un progetto che ha già accumulato 16 anni di programmazione ininterrotta, 160 film-documento tutti in prima serata, oltre 300 ore di trasmissione, documenti sconosciuti, testimonianze esclusive, repertori inediti, ritrovati negli archivi storici di tutto il mondo. Il primo appuntamento di questo nuovo ciclo di puntate de ‘La Grande Storia’ è con “Il Papa buono”, ovvero Giovanni XXIII, realizzato da Luigi Bizzarri, capo struttura di Rai 3,  con la consulenza storica di Alberto Melloni.

Spesso si pensa di non aver più nulla da dire o da scoprire sulla storia del Novecento, invece, cosa può ancora raccontarci il nostro passato?  
Questo ciclo di puntate non sarà una semplice ricapitolazione, ma presenterà inchieste e report sulla storia. Un progetto della rete che propone inedite immagini a colori e documenti originali che sono concepiti come agenti stessi di storia, come fonte di  conoscenza, come strumento di racconto in un intreccio a più livelli. Una pluralità di approcci narrativi con cui una rete televisiva generalista sceglie di incrementare i programmi a carattere storico. E’ un lavoro che si avvale di un gruppo di professionisti, peraltro tutti interni all’Azienda,  tra i quali Mauro Longoni e Anna Maria Rotoli e che da tempo lavorano nel campo della ricerca, della scrittura, della documentazione e della divulgazione storica.

Qualche dettaglio in più?
Per esempio la puntata che andrà in onda il 26 luglio con il film-documento Hitler e Mussolini che racconta la loro storia pubblica e privata, dalla salita sulla scena pubblica, al consolidamento al potere, alla caduta, alla loro morte. Particolare attenzione viene prestata ai loro numerosi incontri. Con un’analisi attenta al cambiamento dei loro ruoli: dall’iniziale diffidenza e dalla subalternità fisica e psicologica di Hitler verso Mussolini, fino al completo ribaltamento del rapporto di forza tra i due dittatori, con un Mussolini quasi asservito al dittatore nazista. Le loro capacità di affascinare le masse, la gestualità, la comunicazione non verbale, sono tutti aspetti che verranno analizzati in modo originale anche da una studiosa di psicologia della comunicazione, Isabella Poggi dell’Università di Roma Tre. Tutto questo ovviamente raccontato attraverso straordinarie e originali immagini a colori, oppure ricolorate con moderne tecniche digitali, soprattutto per quanto riguarda la storia del fascismo. Il loro rapporto è un’avventura di per sé, ma è anche l’occasione per raccontare la storia di due decenni cruciali, di due ideologie perverse, di una guerra combattuta con armi moderne e distruttive come mai fino a quel momento, la prima guerra veramente mondiale.

Si parte però con una puntata su Giovanni XIII, sono passati cinquant’anni dalla morte in cosa è attuale il “Papa buono”?
Per capire chi fu veramente il successore di Pietro bisogna ripercorre tutte le tappe della lunga storia di Angelo Giuseppe Roncalli, figlio di contadini bergamaschi, e lo faremo proprio in questa prima puntata. Per capire in realtà chi c’era dietro quell’etichetta di ‘papa buono’: un’etichetta che peraltro rischia di essere riduttiva e fuorviante, anzi rischia di evidenziare solo la melassa dei sentimenti, le immagini rassicuranti e non gli spigoli, i tagli, le incisioni profonde che invece ha prodotto nel corpo della Chiesa.

Cosa ha cambiato nella storia della Chiesa?
Doveva essere un anziano ”papa di transizione”, in realtà ha operato la transizione della Chiesa nell’avvenire, ha lasciato un ricordo indelebile ed ha scavato un solco insormontabile tra un prima e un dopo nella storia della Chiesa del nostro tempo. Fu un antesignano dell’ecumenismo; diceva ai cristiani di tutte  le fedi, d’Oriente e d’Occidente: ”Cerchiamo sempre ciò che ci unisce, non ciò che ci divide”. Oppure quando ai prelati della curia disse: ”La chiesa non è un museo da custodire, ma un giardino da coltivare”. E non possiamo dimenticare che stupì e rinnovò la Chiesa intera con l’indizione del Concilio Vaticano II. E poi in questo film documento ci saranno  le straordinarie ed esclusive le testimonianze dell’ assistente di camera Gusso, del segretario mons. Capovilla, dell’esponente della comunità ebraica Saban, dell’operatore televisivo Lazzaretti che
documentò quei gesti e quelle parole ancora scritte nel cuore di tanti.

Ravvisa delle analogie con Papa Francesco?
Papa Francesco, dopo 50 anni, sembra riprendere il suo testimone. Quella semplicità, quella colloquialità, quella umiltà, quella che Papa Giovanni chiamava “Sapientia cordis”: la sapienza del cuore.

Ma “La Grande Storia” di Rai 3 non si ferma qui, sono previsti anche due appuntamenti in autunno?
Si, due appuntamenti speciali e in questo caso il giovedì, sempre in prima serata. Due puntate, una di carattere storico-musicale e una storico-religioso, dedicate rispettivamente a Giuseppe Verdi nel bicentenario della nascita e alla figura della donna nella Chiesa dal titolo “Maria di Magdala”. Ma l’obiettivo rimane lo stesso: raccontare l’incredibile cammino di uomini e donne al centro della più strabiliante di tutte le avventure.

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