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Pd. 13 deputati apostrofati con “sciacalli e merde” scrivono a Epifani

ROMA – «Di fronte ai veri e propri insulti rivolti da colleghi Pd ad altri deputati del gruppo, crediamo che sia opportuna una valutazione da parte vostra sulla vicenda, per capire se non siano stati superati i confini minimi della correttezza e della decenza».

È quanto chiedono i deputati del Partito democratico Michele Anzaldi, Matteo Biffoni, Luigi Bobba, Simona Bonafè, Ernesto Carbone, Filippo Crimì, Marco Donati, David Ermini, Luigi Famiglietti, Edoardo Fanucci, Federico Gelli, del Pd, Guglielmo Epifani, e al capogruppo alla Camera, Roberto Speranza. «Le agenzie di stampa- scrivono i deputati nella lettera- hanno riportato l’epiteto, non smentito, di ‘sciacallì rivolto da un collega del gruppo parlamentare del Pd ad altri deputati democratici, semplicemente perchè hanno effettuato una scelta diversa dalla sua nella votazione di ieri sulla richiesta di sospensione dei lavori parlamentari, in una situazione che ha alimentato dubbi e incertezze su come è stata gestita l’intera vicenda e che ha scatenato la protesta e l’incomprensione dei nostri elettori».  
«Oggi- prosegueono i deputati- dalla lettura dei quotidiani, apprendiamo che lo stesso collega avrebbe ritenuto opportuno apostrofare un altro deputato del Pd con un termine ancor meno onorevole: ‘merdà. La motivazione sembra essere la stessa: aver operato una valutazione diversa sulla sospensione dei lavori parlamentari». «Si tratta di episodi- aggiungono i 13 onorevoli Pd- che non  esitiamo a definire gravi, poichè legittimano addirittura l’insulto pubblico per chi non si allinea, in presenza peraltro di decisioni poco chiare e discutibili che hanno fatto parlare di cedimento a Silvio Berlusconi. Di fronte all’assenza di smentite, che alimenta un clima di scontro e di assoluta mancanza di rispetto tra colleghi di partito, ci chiediamo se situazioni del genere possano essere accettate in un contesto politico comune». (DIRE)

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