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Ablyazov. Funzionari incapaci, sospendeteli prima che creino altri danni

ROMA – Non siamo specializzati in intrighi internazionali, spy story, servizi segreti, rapimenti,. Ci  piace rivedere i vecchi 007, quelli originali  ed anche i surrogati odierni benché siano troppo sanguinolenti. Ma una storia come quella che stiamo vivendo che riguarda una donna, sua figlia, suo marito, un perseguitato politico  dal regime dittatoriale che vige in Kazakistan,  non  era  stata ancora scritta, dai molti autori che si cimentano con questo genere letterario.

A colmare il vuoto hanno provveduto funzionari ministeriali, poliziotti, magistrati. E l’Italia ha finito per essere disonorata in tutto il mondo civile. Quasi fosse una  criminale della peggior specie Alma Shalabayeva è stata prelevata insieme alla figlia,imbarcata su un aereo inviato dal governo di Astana e via,espulsa dal nostro Paese. Non si sa se stata anche ammanettata, ma, visto   che razza di personaggi kazaki si sono messi in moto è possibile. Così come non si sa se sia agli arresti domiciliari, in casa del padre, altra località. La banda kazaka nega, dice che ha solo l’obbligo di dimora ed è indagata per corruzione, La figlia rischia di essere inviata ad un orfanotrofio. Per “ catturare” il marito, un dissidente, un rifugiato politico, Muhktar Abylazov, raccontano le cronache,  una trentina di poliziotti più agenti della Digos hanno circondato la villetta a Casal Palocco dove, stando ad una soffiata, sarebbe stato nascosto il “pericoloso” ricercato. Non c’era, ma non fa niente. Moglie e figlia erano un “ bottino” sufficiente perché la spedizione dei poliziotti italiani non restassero con le mani vuote.  

Tutto parte da una visita in Questura dell’ambasciatore kazako

Di tutti questi avvenimenti il presidente del Consiglio ha detto che né lui, né i ministri più direttamente interessati, quello dell’interno, Alfano che è anche vice premier, Emma Bonino, esteri, Cancellieri, giustizia, avevano avuto alcuna notizia. Non abbiamo ragione di dubitare della parola di Enrico Letta. Ma se così è delle due l’una: o i funzionari di polizia , i dirigenti del Viminale, che di questa cosa si sono occupati o sono del tutto incapaci e sono complici.  Ci domandiamo: è un fatto normale che  una mattina  l’ambasciatore kazako in Italia, Andrian Yelemessov e il suo primo consigliere, Nurian Zhalasbayev si presentino in Questura nell’ufficio del  capo della Squadra Mobile, Renato Cortese e raccontino che sono in possesso di informazioni sulla presenza a Roma, nella villetta, di un pericoloso criminale che gira “armato”, “ fiancheggiatore e finanziatore del terrorismo ? La risposta per una qualsiasi persona normale è un no secco, Non appare strana al dottor Cortese la visita di un ambasciatore che si presenta, inaspettato ospite, senza seguire le vie diplomatiche? Il funzionario della  Questura però chiede notizie sul “pericoloso criminale “ alla divisione Interpol del Viminale. E risulta  che nella banca dati  Abylazov è segnalata con il “ bollino rosso”. I due diplomatici sollecitano la cattura e, per non lasciar niente di intentato, si recano al Viminale, li riceve un “ alto dirigente” di cui non viene reso noto il nome. Da quelle stanze parte il via libera per la cattura ed il dottor Cortese esegue. Anche l’alto dirigente del Viminale non trova niente di strano che, inaspettato, arrivi nei suoi uffici un ambasciatore con il suo primo consigliere?

La “ soffiata” di una agenzia investigativa

 Così come è strano che  Questura, Interpol, Viminale, ignorino che si tratta di un rifugiato politico. Non viene a mente ad alcuno di questa compagnia di giro che forse sarebbe il caso di informare di questa strana vicenda i ministri interessati? Avviene tutti i giorni che, saltando le procedure diplomatiche, un ambasciatore si presenti in Questura come fosse un normale cittadino italiano che deve fare una denuncia ? A nessuno di questi solerti personaggi è venuto in mente di andare a cercare qualche notizia su internet, visto che il nome Abylazov era loro ignoto? Hanno dato per buona una soffiata di una agenzia di investigazione, Syra, che per conto del regime di Astana, attraverso gli uffici di Roma, avrebbe individuato il rifugio del “pericoloso” criminale. Spesa per la soffiata cinquemila euro.  Le indagini sono in corso. Letta assicura che i colpevoli saranno puniti. Intanto, chiediamo sommessamente, questi funzionari potrebbero essere sospesi dal servizio evitando che possano provocare altri danni.

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