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Alfano non sapeva niente? E’ un aggravante. Il Bel paese a rischio deriva

ROMA – Ma che Paese stiamo diventando? Il governo è ogni giorni nel mirino del primo che si alza dal letto.  Nel Pdl falchi ed ex colombe si esercitano nella minaccia continua. Se qualcuno osa toccare Berlusconi, se la Cassazione conferma la sentenza di condanna che vede il cavaliere disarcionato,  il governo non sta in piedi un minuto di più. 

Guai a mettere in dubbio il<ruolo di Alfano che come ministro dell’ Interno   qualche responsabilità diretta o indiretta ce l’ha in questa  vicenda che disonora l’Italia ed ha mandato in galera, perché di questo si tratta, domiciliari o non, Alma Shalabayeva, colpevole di essere la moglie di un rifugiato politico, perseguitato da  Nazarbayev,  il dittatore del Kazakistan,amico di Putin e di Berlusconi. E la figlia di sei anni rischia l’orfanotrofio. C’è sempre un Brunetta di turno o chi per lui che minaccia sfracelli: niente Alfano, niente governo.

L’orribile Calderoli indegno di presiedere il Senato

C’è un vicepresidente del Senato, altro disonore per l’Italia che parlando di un ministro,Cecil Kyenge, con la pelle nera, la paragona a un orango. A Calderoli  dà man forte tutta la Lega. Un consigliere regionale del Veneto addirittura chiede scusa all’orangol. E compaiono manifesti razzisti con disegnato un cappio destinato agli immigrati. Nell’arco di poche  decine e decine di migliaia di cittadini espirmono solidarietà alla ministra e chiedono le dimissioni del ministro, autore fra l’altro del “porcellum”, l’orribile legge elettorale che ancora ci teniamo. E  poi, ovviamente, su tutt’altro piano, c’è Renzi e ci sono i renziani.  Il primo si comporta come se fosse in predicato di diventare il nuovo presidente del Consiglio. Va in giro ad incontrare capi di governo, ha iniziato con la Merkel, quasi fosse in procinto di diventare lui il capo del governo. Piccolo particolare ce ne è già uno e fa parte dello stesso partito di Renzi.  Il bel Paese rischia una deriva, c’è chi non vede, non sente,fa finta di niente. La situazione economica non accenna a miglioramenti. I numeri sono tiranni, la crescita è lontana,non c’è<luce in fondo al tunnel.

 

Per i renziani le regole per il Congresso sono l’ombelico del mondo

Che importa, l’ombelico del mondo sono le regole  per il Congresso del Pd. Se la veda Epifani per quanto riguarda la politica politica,l’economia, il governo, l’iniziativa del Pd che deve svegliare un paese che rischia il sonno perpetuo, l’unica forza che può organizzare la mobilitazione necessaria contro chi minaccia la democrazia, il razzismo risorgente, l’odio per la diversità, non solo il colore della<pelle, l’astensionismo, il chiamarsi fuori, la perdita di credibilità dei partiti, il rinchiudersi nel proprio guscio. Su un altro versante le aziende che chiudono, la disperazione di tante famiglie, i giovani che se ne vanno come negli anni cinquanta quando partivano gli emigranti italiani. Ancora: c’è un mondo che brucia, a due passi da noi, ci separa solo un mare, muoiono in Egitto, nei paesi arabi tanti manifestanti. Interessa? Poco, quasi niente. La politica italiana è chiusa in se stessa. Non ha alcun respiro. Basta leggere i giornali stranieri. Ci sarebbe da piangere. Anche perché vicende come quella  dell’arresto di Alma e della figlia  davvero hanno dell’incredibile.  Si dice che fra qualche giorno sarà pronta la relazione del nuovo capo della polizia, Alessandro Pansa. Bene, ma la vicenda prende il via alla fine del mese di maggio. Da allora nessuno si è accorto di niente. Alfano, Emma Bonino,Cancellieri,tenuti all’oscuro? Se è così non ce la possiamo cavare con qualche punizione per i “ tecnici”, magari le ultime ruote del carro.

Il “pellegrinaggio” dell’ambasciatore Kazako e l’assalto alla villetta

Ma davvero si vuole far credere che  un ambasciatore, un diplomatico , un giorno si è presentato in questura, al poliziotto di turno ha detto che voleva parlare col capo della squadra mobile, ha ritirato il passi ed è andata a colloquio con il dirigente di turno. Poi si è presentato al ministro dell’Interno.  Dove và gli ha chiesto l’usciere? Devo parlare col capo di gabinetto, sono l’ambasciatore del Kazakistan. Motivo del<colloquio chiede incuriosito l’usciere? Cose segrete. Vada pure, il capogabinetto lo attende. L’ambasciatore insieme al primo consigliere concorda il piano di attacco. Cinquanta fra poliziotti e agenti della Digos assediano una villetta a  Casal Palocco, cercano un pericoloso criminale, non lo trovano, si portano via la moglie e la figlia. Nei piani nobili del ministero dell’Interno nn arriva neppure l’eco. Così nelle stanze della vicepresidenza del Consiglio. Niente filtra, niente arriva. Forse di tutto questo era a conoscenza Silvio Berlusconi. Si racconta, lo scrive un giornale sardo, che abbia incontrato il dittatore kazako, qualche giorno fa, quando il caso teneva le prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Il cavaliere nega, non mi sono mosso da Arcore. Ma non può negare i discorsi tenuti in varie circostanze che avevano tutti un comune denominatore: gli elogi sperticati per il dittatore.  Ora su Alfano pende la mozione di sfiducia presentata dai grillini e da Sel. S i deve dimettere anche se non sapeva niente ? Pensiamo di sì. Un ministro cui nessuno dei suoi più stretti collaboratori non dice quanto sta avvenendo non ha l’autorevolezza necessaria per ricoprire un incarico così delicato. Il non sapere niente è un aggravante.

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