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Berlusconi. 20 giorni per difendersi. Avviata la procedura di incandidabilità

ROMA – Berlusconi ha venti giorni di tempo per esercitare il diritto di difesa dopo la sentenza di condanna confermata dalla Cassazione. E’ questa la decisione presa  dalla Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato che ha avviato la procedura di incandidabilità per l’ex premier. 

La riunione è iniziata verso le 20, dopo la conclusione della seduta del Senato e si è riconvocata per il 9 settembre.. In quella seduta potrebbe essere ascoltato Berlusconi . Il relatore Andrea Augello presenterà la sua relazione con due proposte alla Giunta: una sull’intervenuta incandidabilità e un’altra sulla questione dell’ineleggibilità che era stata già avviata. Dario Stefano, presidente della Commissione ha sottolineato a commento della riunione che  “tutti hanno condiviso la mia scelta di dare immediato avvio alla procedura di incandidabilità , dando seguito alla norma” contenuta nella legge Severino del 2012 “che impone di intervenire immediatamente” in caso di sentenza di condanna definitiva a carico di un parlamentare (nel caso di Berlusconi, la condanna a 4 anni di reclusione per frode fiscale).  All’ex premier verranno consegnati gli atti relativi alla condanna.

Casson: rispettare la legge e la sentenza

”La legge anti corruzione è chiara – ha detto il senatore del Pd Felice Casson – e c’è una sentenza bisogna rispettare sia la legge che la sentenza”. Identica presa di posizione da parte del senatore del  M5S, Mario Giarrusso: “L’articolo tre del decreto Severino prevede che la questione della decadenza deve essere discussa immediatamente”. Benedetto della Vedova, Lista civica  afferma che “il verdetto, comunque, mi pare scontato  perché i termini della legge sono chiari: serve solo una presa d’atto”.
 La riunione della Giunta durata circa due ore ha così fugato ogni dubbio sulla questione relativa alla applicazione della legge. Alcun parlamentari del Pdl, trasformatesi in azzeccagarbugli, con il sostegno di ignoti giuristi, mai nominati, avevano messo in dubbio la possibilità di dar seguito alla legge in quanto si tratterebbe di retroattività.  Istruttoria avviata e prossima convocazione per il 9 settembre. Questa tesi non aveva alcuna consistenza .Chiara era la normativa e chiare erano sentenze precedenti che non lasciavano dubbi. Si è trattato di uno dei tanti tentativi di confondere le acque, di prendere tempo da parte del Pdl per cercare di ottenere qualche risultato  sulla “ agibilità politica “ cxhe dovrebbe essere garantita all’ex premier. La decisione della Giunta smonta anche  la campagna contro Epifani che ha preso il via dopo l’intervista rilasciata al Corriere della Sera con la quale il segretario del pd chiedeva solo il rispetto della legge.

 

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