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Lavoro. Nel 2013 scoperti 19.250 lavoratori irregolari

ROMA – Nel 2013 la Guardia di Finanza ha scoperto 19.250 lavoratori irregolari, di cui 9.252 impiegati completamente in nero, da parte di 3.233 datori di lavoro. Lo rende noto la Finanza in un bilancio delle attività svolte da inizio anno.

Le Fiamme gialle hanno riscontrato in particolare fenomeni di «caporalato» collegati a gravi forme di prevaricazione e violenza in danno di lavoratori, generalmente immigrati e clandestini, sottopagati e costretti a lavorare in condizioni igienico-sanitarie precarie ed in violazione delle norme di sicurezza; interposizione di manodopera e fittizi rapporti di lavoro agricolo finalizzati ad ottenere indebite prestazioni previdenziali; irregolarità connesse all’applicazione di forme contrattuali atipiche o flessibili come collaborazioni coordinate e continuative, utilizzo di vouchers e contratti part-time.

I casi più recenti, ricorda la GdF, sono stati registrati a Torino, dove è stata scoperta una società di commercio all’ingrosso di abbigliamento che dopo aver occultato redditi per 24 milioni di euro ha simulato una crisi aziendale, in realtà inesistente, licenziando 60 dipendenti per  le vendite in nero e mettere al riparo i beni in una nuova società appena costituita; a Treviso, con la scoperta di due night club mascherati da associazioni culturali «no profit» che, invece di occuparsi, come dichiaravano, di promozione del tempo libero attraverso iniziative di natura culturale e ricreativa a carattere volontario e senza finalità di lucro, hanno impiegato 109 lavoratori in «nero» ed evaso le imposte per milioni di euro. In provincia di Palermo su 20 esercizi controllati, tra bar, ristoranti, pasticcerie e stabilimenti balneari, 18 sono risultati irregolari per quanto riguarda la posizione dei dipendenti. Il caso più evidente è quello di un ristorante in cui 6 lavoratori su 12 non erano in regola.  A Brindisi, invece, i finanzieri hanno individuato 564 lavoratori irregolari, di cui 329 completamente «in nero», sviluppando le indagini che avevano già portato all’arresto di 15 responsabili di un’associazione a delinquere dedita a gravi reati nei confronti di extracomunitari in condizioni economiche disperate, impiegati nella costruzione di campi fotovoltaici nel Salento, sottopagati e pesantemente sfruttati, senza alcun diritto assistenziale e previdenziale.

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