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Siria. Ban Ki-Moon denuncia crimini contro umanità

SEUL – Se davvero l’esercito siriano ha usato armi  chimiche questo sarebbe un vero e proprio  crimine contro l’umanità, che tra l’altro, rischia di provocare conseguenze gravissime. E’ questo in sintesi il commento di oggi del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon da Seuo, dove si trova in visita ufficiale.

Conversando con i giornalisti del suo Paese natio, l’ex ministro degli Esteri sud-coreano ha avvertito che «non c’è un momento da perdere» per fare luce sulla vicenda, e ha osservato come un intervento diretto dell’Onu nella crisi in Siria sia ormai «solo una questione di tempo», giacchè «tutti i preparativi tecnici e logistici sono stati completati».
Ban tuttavia non si è sbilanciato sulle modalità di un tale eventuale intervento, ma ha sollecitato ancora una volta le autorità siriane a collaborare e a permettere indagini sull’accaduto. «È una grave sfida all’intera comunità internazionale, e alla nostra comune umanità», ha ammonito, «specie se si considera che la missione di esperti dell’Onu è già sul campo. Non riesco a pensare ad alcuna buona ragione per la quale qualsivoglia delle parti in causa, si tratti del governo oppure delle forze di opposizione, rifiuterebbe una simile opportunità di arrivare alla verità della questione. Il popolo siriano ha sofferto abbastanza per fin troppo tempo», ha aggiunto.
Il segretario del Palazzo di Vetro è quindi tornato sul supposto attacco chimico contro l’oasi di Ghouta, controllata dai ribelli, dicendosi «particolarmente preoccupato» per le notizie «allarmanti e traumatizzanti» sull’ennesima strage di civili, per di più compiuta con mezzi assolutamente proibiti. «Qualsiasi impiego di armi chimiche ovunque, da parte di chicchessia, in qualunque circostanza», ha ribadito, «violerebbe il diritto internazionale, e sarebbe un crimine contro l’umanità che dovrebbe condurre a serie conseguenze per chi ne è stato l’autore».

Preoccupazioni dal Mondo

Anche gli Stati Uniti hanno espresso forti preoccupazioni, mentre insieme agli ispettori delle Nazioni Unite, stanno cercando di raccogliere informazioni sul presunto attacco con armi chimiche lanciato il 21 agosto scorso nella regione di Damasco. “Un grande evento di grande preoccupazione”, ha detto il presidente americano Barack Obama in un’intervista alla Cnn. «Siamo già in contatto con l’intera comunità internazionale – ha aggiunto Obama – ci stiamo muovendo attraverso le Nazioni Unite per cercare di favorire un suo intervento. E abbiamo chiesto al governo siriano di autorizzare un’inchiesta sul sito, perchè gli ispettori Onu sono presenti in Siria. Non ci aspettiamo cooperazione, visti i precedenti».

La Russia, intanto,  ha invitato il regime di Damasco a cooperare con gli esperti dell’Onu e permettere loro di indagare il presunto uso di armi chimiche da parte delle truppe lealiste in un attacco nei sobborghi di Damasco. Lo rende noto il ministero degli Esteri russo in un comunicato, in seguito a una conversazione telefonica tra il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, e il segretario del dipartimento di Stato americano, John Kerry. Ora, si legge nel comunicato, spetta all’opposizione siriana assicurare agli esperti dell’Onu un accesso sicuro al luogo del presunto attacco.

Il capo  della diplomazia europea, Catherine Ashton, ha esortato oggi la comunità internazionale ad «agire con senso di urgenza e responsabilità» e con «una voce sola» per promuovere una «soluzione politica» alla crisi siriana.   Nel comunicato diffuso dopo un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, Ashton ha espresso quindi il pieno sostegno Ue alla richiesta Onu di una «indagine imparziale e rapida» sul presunto attacco chimico lanciato il 21 agosto scorso nella regione di Damasco. «Senza ulteriori indugi dobbiamo portare avanti il processo diplomatico lungo le linee
dell’iniziativa per la conferenza di Ginevra 2», ha concluso.

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