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Trasporti, acqua, rifiuti, poste, telefoni, autostrade, tariffe sempre più in alto

ROMA – Ogni giorno ha la sua pena. I dati economici che raccontano la situazione del Paese  non danno cenno di alcun miglioramento. Ieri, teneva banco la rilevazione dell’Istat che segnalava un aumento dei disoccupati pari a circa 325 mila, giovani i più colpiti.

Oggi è la volta dell’inflazione che viene spinta in avanti in particolare dalla tariffe pubbliche. Disoccupazione e inflazione rappresentano una miscela molto pericolosa, non consentono una ripresa dei consumi. E’ un po’ come il cane che si morde la coda, visto che proprio le tariffe pubbliche fanno da traino all’inflazione mentre il governo dovrebbe adottare, e qualcosa  qualche passo nella direzione giusta, misure per il rilancio dei consumi-

Unioncamere:l’ inflazione si mantiene sopra il 3%

L’analisi resa nota da Unioncamere sull’andamento tendenziale dei prezzi amministrati parla chiaro. Tra maggio 2012 e maggio 2013 si mantiene al di sopra del 3%,. Pesano in particolare, appunto, le  tariffe a controllo locale, cresciute in media del 4,9% , ben più di quelle a controllo nazionale (+3,5% in media nei dodici mesi). L’’analisi di Unioncamere sull’andamento dei prezzi amministrati a controllo locale e nazionale – realizzata attraverso il proprio Istituto di ricerca specializzato nelle indagini su distribuzione e servizi (Indis) – sulla base dell’Osservatorio “Prezzi e Mercati” mette in luce le distorsioni del “mercato”tariffario.

Per il rilancio dei  consumi rallentare la corsa di tasse e tariffe

”Per rilanciare i consumi e accompagnare i segnali di ripresa dell’economia – afferma il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – è indispensabile rallentare la corsa di tasse e tariffe, a cominciare da quelle locali. I tanti, piccoli mercati protetti che ancora resistono riducono il potere d’acquisto di famiglie e imprese e sono un freno alla ripresa”. “ Occorre, più trasparenza della pubblica amministrazione-prosegue- per capire i meccanismi di formazione dei prezzi a livello locale e far sì che questi possano incentivare i comportamenti più virtuosi e penalizzare quelli più nocivi. L’uso intelligente delle tariffe di certi servizi può rivelarsi una leva importante per uno sviluppo locale più equo e sostenibile. A condizione di far crescere le capacità di monitoraggio e di gestione da parte dei comuni

I servizi pubblici sono quelli che tirano la volata

Il settore dei trasporti è quello che più pesa. A maggio  si stimano  aumenti medi nella misura del 5,3% tendenziale per il trasporto urbano e del 9,3% per i collegamenti extra urbani. Seguono a ruota gli aumenti dell’acqua potabile (cresciuti in media del 6.7% tra maggio 2012 e maggio 2013) e dei rifiuti urbani (+4.7% nello stesso periodo).  Verso l’alto  si sono spinte le tariffe postali che a maggio, in termini tendenziali, segnalavano un aumento medio del 10,1%.  iI costo della spedizione della corrispondenza di base entro i confini nazionali è passato da 60 a 70 centesimi di euro (+17%), mentre per un invio con servizio di raccomandata l’incremento è pari a 30 centesimi di euro (da 3,30 a 3,60 euro, +9%). Nel tariffario nazionale altra voce in ascesa riguarda i  pedaggi autostradali: +4,1%. La variazione tendenziale annua  è stata rilevata a fine maggio. Sempre per quanto riguarda  tariffe nazionali, aumenti particolarmente consistenti si sono registrati anche per  quelle  telefoniche (+9,9% l’incremento tendenziale a fine maggio scorso), in particolare per effetto del tariffario 2013 adottato dall’operatore nazionale. Tirando le somme si può dire che con una mano il governo cerca di dare ma con l’altra proprio le tariffe pubbliche levano.
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