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Sla, i malati di Roma sono ancora in attesa dei fondi

Le rassicurazioni dell’assessore Rita Cutini a Viva la Vita onlus

ROMA – 9 milioni di euro è la cifra destinata alla Regione Lazio dal Ministero del Welfare per i malati di sclerosi laterale amiotrofica (Sla), ottenuta nel 2010 a fronte di gravose proteste di piazza. A distanza di ben tre anni i primi fondi stanno finalmente arrivando alle famiglie. Ancora nulla, però, ai malati di Roma Capitale.
Roma è l’unico comune che non ha ancora deliberato la modulistica necessaria per accedere al fondo: si contano circa 250 malati – la metà di quelli stimati sull’intera regione – che attendono da oltre un anno i tempi pachidermici della burocrazia.
Gerardina Cantisani ha messo in vendita la propria casa per far fronte alle ingenti spese dettate dalla sua condizione di malata di SLA, ma non riesce neanche a venderla per la forte crisi che ha investito il settore. E non è un caso isolato.
I fondi sono nelle casse del Comune, il tavolo tecnico del V Dipartimento ha già elaborato le linee guida e la modulistica, ma tutto si è bloccato nel passaggio dalla vecchia amministrazione di Alemanno a quella nuova di Marino.

Il 27 agosto Viva la Vita onlus ha incontrato Rita Cutini, il neo assessore al Sostegno sociale e sussidiarietà del Comune di Roma.

Dichiara l’Assessore: «Da parte di questa Amministrazione è forte l’impegno affinché le persone affette da Sla ricevano la giusta attenzione e il giusto sostegno. A breve la Giunta sbloccherà i fondi messi a disposizione dalla Regione e procederà alla pubblicazione delle linee guida e della modulistica. Nell’ottica dell’integrazione socio-sanitaria – conclude l’Assessore –, l’intenzione è quella di fare delle misure adottate per i malati di Sla un punto di partenza e un modello anche per altre patologie gravi».

«L’incontro con il nuovo assessore è stato molto positivo – commenta Mauro Pichezzi, presidente di Viva la Vita onlus –. Abbiamo avuto l’impressione che ci sia l’intenzione di prendere finalmente sul serio il gravissimo problema dei malati di SLA».

Dalle parole ora si attendono i fatti, già fuori tempo massimo.

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