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Rush. “Correte” a vederlo! Recensione. Trailer

ROMA – I due grandi rivali James Hunt e Niki Lauda hanno rifiutato di corrispondere alle aspettative familiari per inseguire il loro comune sogno: vincere il campionato mondiale di Formula 1. Hunt è dotato di un talento cristallino, Lauda mette nel proprio lavoro una dedizione fuori dal comune.

Durante l’ incredibile stagione del 1976 si consuma l’epico duello fra i due. A metà campionato il vantaggio di Lauda appare incolmabile. Tuttavia il primo agosto un drammatico incidente, avvenuto poco prima della curva Bergwerk del pericolosissimo circuito del Nürburgring, mescola le carte e i destini. Le fiamme segneranno indelebilmente il volto di Lauda ma non fermeranno la sua voglia di competere e vincere. 

 Se foste in dubbio correte (con prudenza!) al cinema a godervi questo film intenso ed emozionante che merita l’applauso finale tributatogli al termine dell’anteprima. La regia energica di Ron Howard rende vivido il mondo della Formula 1 fondato, allora più che oggi, sul desiderio adolescenziale di sfidare ed andare oltre i limiti, col presupposto implicito che il peggio toccherà sempre a qualcun’altro. In primo piano risaltano uomini animati da una profonda spinta vitale che si misura costantemente con il rischio di morte. 

Bisogna considerare che all’epoca perdevano la vita in media due piloti all’anno. E’ un triste scherzo del destino il fatto che il drammatico incidente capiti proprio al più razionale di essi, a colui che si batte per la sicurezza, conscio più di altri dei rischi. Come se il Dio della Formula 1 avesse voluto punire proprio chi tentava di tenere sotto controllo qualcosa che per sua natura controllo non ha. Viene in mente per analogia l’ amaro finale del film “Il Sorpasso”. Forse il mondo delle corse é fatto proprio per il furore di Hunt, per la sua pazza guida sregolata che gli fa guadagnare il soprannome di “The Shunt” (lo schianto) senza causargli mai per fortuna danni permanenti. La sua fiamma tuttavia brucia in fretta a causa di una vita dissoluta dedita a soddisfare esclusivamente il principio del piacere. Relazioni fugaci, ore piccole e qualche drink di troppo delineano l’identikit di un uomo che sembra essere tutto il contrario del diligente e metodico Lauda, un vero e proprio scienziato delle corse. Un artista maledetto contro un preciso calcolatore, due campioni con caratteri agli antipodi, due perfetti rivali. 

Eppure la sceneggiatura di Peter Morgan sottolinea con abilità anche i fili profondi (la voglia di primeggiare, la ribellione ai diktat familiari) che legano due vite in apparenza tanto divergenti. Daniel Brühl e Chris Hemsworth valorizzano i personaggi fornendo interpretazioni memorabili e dimostrandosi attori di sicuro valore. Ron Howard sviluppa al meglio il potenziale emotivo della vicenda e realizza un film brillante di carne e sangue. Non ha paura a mostrare l’ immediata drammaticità di un osso spezzato, di un volto sfigurato, di una procedura riabilitativa invasiva. Senza scadere mai nel cattivo gusto fine a se stesso. Il risultato è un film coinvolgente tanto che al termine col la mia auto, che non è certo una Formula 1, sono tornato a casa in un lampo. Il consiglio è di concedersi il tempo di domare i ruggenti spiriti o, in alternativa, di andare al cinema con i mezzi pubblici.

 

REGIA: Ron Howard

ATTORI: Daniel Brühl, Chris Hemsworth, Olivia Wilde, Alexandra Maria Lara

SCEGGIATURA: Peter Morgan

FOTOGRAFIA: Anthony Dod Mantle

PRODUZIONE: USA, Germania, Regno Unito

GENERE: Biografico, Drammatico

DURATA: 123 minuti                                                                                                                                                                                            

USCITA NELLA SALE: 19 settembre

 

Rush – Trailer


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