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Berlusconi. Respinta relazione Augello. Nuovo relatore Stefàno

ULTIM’ORA – ROMA – La Giunta per le Immunità del Senato ha respinto la relazione di Andrea Augello (Pdl). La relazione di Augello, che aveva proposto alla Giunta per le elezioni e le immunità del Senato, la convalida del seggio di Silvio Berlusconi nonostante la condanna per frode fiscale è stata bocciata con 15 voti contrari. Hanno votato contro la proposta i senatori Pd, M5S, Scelta civica, il socialista Enrico Buemi e il presidente della Giunta, Dario Stefàno (Sel).  Lo stesso Stefàno, in conseguenza della bocciatura della proposta Augello, ha indicato se stesso come nuovo relatore. Si apre ora la procedura di contestazione nella quale, se lo riterrà opportuno, Berlusconi potrà produrre una nuova memoria difensiva.

Ennesima giornata di tensione per la Giunta e per l’ormai deflagrato Pdl. A poche ore dal voto finale sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, è un continuo aprirsi di ferite e squarci. Tanto nel partito del Cavaliere, quanto sul versante istituzionale. 

In Giunta, dove in serata, intorno alle 22, si esprimerà l’orientamento su cui poi dovrà essere posta la conferma o la smentita del Senato, si prevedono una raffica di bocciature sia delle pregiudiziali, sia della relazione.  La situazione si fa con il passare delle ore sempre più accesa e non mancano le scintille. La polemica ruota attorno alla richiesta del Pdl di esprimere in tre distinte votazioni il parere sui documenti prodotti dal berlusconiano Andrea Augello. Di tutt’altro avviso il Pd, che chiede un voto unico. 

La querelle sulla procedura infiamma gli animi, tanto che Lucio Malan (Pdl) lasciando in anticipo la seduta, protesta accoratamente con i giornalisti: “Si è finalmente capito che l’unico obiettivo è quello di eliminare dalla scena Berlusconi, l’unico in grado di sconfiggere la sinistra”.  Ma lui, il Cavaliere, studia attentamente le prossime mosse e temporeggia ancora sull’ormai attesissimo videomessaggio. Il proclama televisivo, registrato per la seconda volta ieri con la consulenza “speciale” di Giuliano Ferrara, sarà consegnato ai telegiornali già questa sera o domani. 

Ciò che è certo è che nel video non poteva mancare un riferimento alla sentenza della Cassazione sul Lodo Mondadori, con lo sconto di “soli” 23 milioni di euro sui 500 che Mediaset dovrà versare alla Cir di Carlo De Benedetti.  Una “beffa” anche questa sentenza, secondo il Cavaliere, che confermerebbe l’obiettivo per nulla celato dei giudici: costringerlo ad abbandonare l’impegno politico. E a nulla conta il fatto che questa sentenza metta una parola definitiva su quanto accadde ormai venticinque anni fa con la Fininvest che si assicurò il controllo della casa editrice Mondadori mediante la corruzione del giudice romano Vittorio Metta per il tramite dall’avvocato Cesare Previti. Nel circo mediatico di queste ore – di questi anni – il focus viene spostato sistematicamente sull’attacco personale e politico. 

Secondo quanto riferiscono fonti vicine all’ex premier, nella nuova versione del videomessaggio non vi sarebbe più alcun riferimento positivo all’esperienza delle larghe intese guidata dal duo Letta-Alfano. 

Da qui l’ipotesi, sempre più concreta secondo alcuni, di una ormai prossima crisi di governo che scatterebbe un minuto dopo le dimissioni volontarie di Berlusconi dal Senato. 

Su questo si è dimostrato possibilista lo stesso Angelino Alfano, il quale ha annunciato che una decisione definitiva verrà presa nel vertice del Pdl che si terrà probabilmente domani mattina, al rientro a Roma del Cavaliere. 

Nasce Forza Italia. Ma la fronda dei “catanesi” se ne tira già fuori

E nella Capitale, Berlusconi è atteso a piazza San Lorenzo in Lucina dove taglierà il nastro della “nuova” sede di Forza Italia. Un’accelerazione sui tempi che fa scatenare non pochi mal di pancia in vasti settori del Pdl. I nodi politici da affrontare sono ancora molti e crescono di numero e peso le aree frondiste. E poi i “problemi tecnici” legati al finanziamento pubblico ed alla denominazione dei gruppi parlamentari. 

Un dibattito che si accentua ulteriormente con la vicenda dell’esponente catanese del Pdl, Giuseppe Castiglione, sottosegretario alle Politiche Agricole che, in un fuorionda su La7, ha parlato esplicitamente di una “fronda” interna al partito che potrebbe prendere vie diverse da quelle tracciate dal Cavaliere. 

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