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Malagrotta chiude, Falcognana apre. Per i no discarica non è questa la soluzione

ROMA – I riflettori nella Capitale sono ancora tutti puntati sulla discarica della Falcognana. Zingaretti questo pomeriggio ha affermato: “si va avanti con il processo per l’affido e il trasferimento fuori del Lazio di parte dei rifiuti di Roma e con il conferimento di un’altra parte a Falcognana”.

L’obiettivo per il governatore è partire già il 1 ottobre con i tanto decantati 12 camion, visto che l’attuale discarica di Malagrotta dovrà essere chiusa e trasformata – come ha precisato il sindaco Ignazio Marino –  in un parco dove saranno piantati 100 mila alberi. Il primo cittadino avverte inoltre che “entro domenica saranno aperte le buste per la gara condotta con normativa europea e per l’altra veloce con inviti che serviranno a farci comprendere quanti rifiuti della nostra città potranno essere inviati altrove”.

Nel frattempo il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, al termine di una riunione riservata proprio con il primo cittadino di Roma e il presidente della Regione Lazio, ha affermato: “I tempi per l’autorizzazione di Falcognana? Lo stretto necessario. Salvo imprevisti dunque Orlando, firmerà la prossima settimana il decreto per portare a Falcognana parte dei rifiuti trattati di Roma per il post-Malagrotta.

Tuttavia i comitati continuano a domandarsi le ragioni per cui un carico così esiguo di rifiuti debba essere necessariamente conferito in questa pregiata zona dell’Agro Romano. Domande senza risposta che sono state poste più volte anche dal Presidio No discarica Divino Amore che, da oltre 50 giorni, piantona 24 ore su 24 l’entrata dell’attuale discarica gestita dall’Ecofer, il cui sito dovrebbe ospitare anche i rifiuti urbani provenienti da Roma.

La battaglia va avanti e, in particolare quella politica sembra davvero non avere sosta tra continui botta e risposta, con tanto di rimpallo di responsabilità tra centro destra e centro sinistra. Anche oggi si è  assistito a questo ennesimo scambio di scarica barile. Da una parte il deputato Pd Andrea Miccoli che definisce Renato Brunetta uno “stalker” di Goffredo Sottile per difendere la sua villa, dall’altra il deputato Pdl Vincenzo Piso che considera Miccoli “un disco rotto senza alcuna argomentazione”. Dal canto suo Brunetta parla del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, come di “un irresponsabile”. “Dopo tanto assordante silenzio il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, se ne esce con una dichiarazione assolutamente irresponsabile – dichiara Brunetta -. In spregio alla legge e in spregio alle più elementari procedure di consenso democratico si permette di annunciare, senza se e senza ma, decisioni che non sono solo alla sua disponibilità”. Intanto è in arrivo una ispezione dell’Unione europea sulla gestione dei rifiuti a Roma.

Infine poi oggi il minisindaco del IX Municipio, Andrea Santoro ha annunciato che, dopo attente verifiche,  dal 1 Ottobre il traffico pesante sarà chiuso su Via di Porta Medaglia e sarà attuato il divieto di transito su via Ardeatina, tra il km 11,8 e il 14,4. Il divieto per i tir scatterà dunque in concomitanza con la prevista chiusura della discarica di Malagrotta e la auspicata apertura (sopratutto da parte di Goffredo Sottile)  di quella di Falcognana ai rifiuti trattati della Capitale. A controbattere l’annuncio di Santoro, che apparentemente poteva sembrare una sorta di rassicurazione per i residenti della Falcognana, l’intervento di Paolo Pollak  (gruppo consiliare PDL del Municipio Roma IX) che in una nota precisa: “Animato dalla fretta di comunicare una ipotetica chiusura del traffico dei TIR su Via Ardeatina e Via di Porta Medaglia, il Presidente Santoro ha omesso di dire che il suo provvedimento interdittivo non può riguardare i servizi pubblici come Atac e Ama”. 

In mezzo a questa delicatissima vicenda ci sono i cittadini, non solo quelli della Falcognana, ma anche quelli delle località vicine, che chiedono ancora siano resi pubblici i documenti che hanno portato alla scelta di questa nuova discarica. 

“Per questo motivo lunedì 30 settembre saremo in 10mila al km 15.300 di via Ardeatina contro la nuova Malagrotta”, annuncia  il Presidio, che sabato 21 darà vita ad un corteo generale a Roma, che  partirà alle ore 15,30 da piazza della Repubblica e si concluderà a piazza SS. Apostoli, contro tutte le devastazioni ambientali. Delle varie iniziative di protesta si è parlato questa mattina in un incontro organizzato dal Presidio nella Sala delle Grotte del Santuario del Divino Amore, in cui sono stati ribaditi i rischi ambientali e idrogeologici dell’apertura di una discarica in quella zona, le conseguenze medico-sanitarie sulla popolazione e le possibili alternative all’emergenza rifiuti. 

 

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