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Russia. Arrestati 25 attivisti Greenpeace, tra loro un italiano

MOSCA – La Guardia costiera russa ha abbordato la nave di Greenpeace Arctic Sunrise e ha arrestato i 25 attivisti a bordo minacciandoli con le pistole. Tra loro c’è anche un italiano, del quale Greenpeace non ha fornito le generalità. Lo riferisce una nota dell’organizzazione ambientalista, che sottolinea la «illegalità» del gesto compiuto dalle autorità russe.

Ieri alcuni attivisti di Greenpeace avevano protestato pacificamente contro la piattaforma petrolifera Prirazlomnaya della compagnia di Stato russa Gazprom e due scalatori, un finlandese e uno svizzero, erano stati arrestati.  Al momento dell’irruzione l’Arctic Sunrise stava navigando intorno alla piattaforma Prirazlomnaya alla velocità di tre miglia nautiche, in acque internazionali. Le coordinate, spiega la nota, confermano che la nave era dentro la Zona Economica Esclusiva della Russia (EEZ) e «questo fa dell’irruzione della Guardia Costiera russa un atto illegale: il diritto internazionale consente infatti la libera navigazione nella EEZ». «Le coordinate – aggiunge l’organizzazione ambientalista – al momento dell’irruzione erano: 69-19-53 N; 57-16-53 E . Per mezzo di un elicottero e di corde, otto uomini della Guardia Costiera sono saliti a bordo della nave e hanno circondato gli attivisti, spingendoli sul ponte. Alcuni membri dell’equipaggio, che sono riusciti a chiudersi a chiave nella sala radio, hanno riferito di aver visto gli altri attivisti costretti a inginocchiarsi con pistole puntate contro di loro». «Questa irruzione illegale su una nave che protestava pacificamente evidenzia quali misure estreme il governo russo sia disposto a prendere per tenere le trivellazioni di Gazprom lontane dal controllo pubblico», afferma Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International. «Chiediamo al Presidente Putin -ha proseguito- di trattenere la Guardia costiera e di ordinarle di rimettere nella fondina le pistole e ritirarsi. Siamo un’organizzazione pacifica e la nostra protesta non si merita questo livello di aggressività».

Dal canto suo, Mosca aveva precedentemente dichiarato che l’Arctic Sunrise rappresenta una minaccia alla sicurezza e all’ambiente. «Non scherziamo», dice Ben Ayliffe, campaigner di Save The Arctic di Greenpeace International, «la vera minaccia all’Artico non viene da Greenpeace ma dalle compagnie petrolifere come Gazprom, che sono determinate a ignorare sia la scienza che il buon senso per trivellare nell’Artico. La Guardia costiera ha minacciato con le pistole i nostri attivisti e ha sparato 11 colpi di avvertimento contro la nostra nave. Chi è la vera minaccia alla sicurezza qui?».

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