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Cina. Giustiziato l’uomo che uccise due funzionari. Scoppia la protesta

PECHINO  – È stato giustiziato Xia Junfeng, il venditore ambulante che nel 2009 fu accusato di duplice omicidio per aver accoltellato due funzionari della para-polizia cinese di Shenyang,  nella provincia del Liaoning, nord-est della Cina, per una disputa. Il tribunale del popolo di Shengyang ha confermato l’avvenuta esecuzione in un post sull’account Weibo – il Twitter cinese – pubblicato alle 10:43 ora locale. 

Un’ingiustizia secondo l’avvocato di Xia, Teng Biao, noto attivista per i diritti umani, che aveva fatto appello alla condanna a morte dichiarando che Xia aveva agito per difesa personale dopo essere stato aggredito dai due ufficiali. Una versione confermata anche da Zhang Jing, moglie dell’uomo, che si trovava sul luogo al momento dell’omicidio e che aveva aggiunto: «Molte altre persone hanno assistito all’aggressione. Abbiamo trovato sei testimoni, ma non è stato mai permesso loro di presentarsi in tribunale».  

Numerosi sono stati gli appelli da parte dei cittadini. Il caso di Xia Junhfeng ha ricevuto la solidarietà del popolo del Web, che lo annoverano tra i casi di abusi della chengguan cinese, la para-polizia cinese che si occupa di traffico, parcheggi, strade e mercati. Su Weibo, il Twitter cinese, la notizia dell’esecuzione di Xia è al centro del dibattito. Sono molti i cittadini che si schierano dalla parte del venditore, definendolo «un atto di difesa personale». Un utente, Li Chengpeng ha commentato: «è un padre che ha Di recente la chengguan era stata presa di mira dallo Human Right Watch che in comunicato reso noto a luglio di quest’anno aveva invitato il governo cinese a condannare pubblicamente le violenze dei funzionari della para-polizia cinese. Mentre secondo il portavoce dell’Osservatorio la chengguan è nota per «la brutalità» e per molti cittadini «è spesso sinonimo di violenza fisica, detenzioni illegali e furti». In effetti il caso di Xia non sembra essere isolato. Il caso più recente e che più ha fatto indignare l’opinione pubblica risale a luglio di quest’anno, quando un venditore ambulante di angurie era stato picchiato a morte dalla chengguan di Linwu, nella provincia dello Hunan, perchè sprovvisto di licenza.  Uno degli avvocati di Xia in un post sul proprio account Weibo aveva commentato che la moglie dell’uomo sarebbe stata invitata a incontrare il marito: «Dopo due anni e mezzo di lotta, siamo impotenti», ha poi aggiunto. Dal 2007 la Cina ha dimezzato il numero di esecuzioni annue, che però, secondo la Fondazione Dui Hua, ONG americana restano alte, circa 4mila persone l’anno. Il numero dei condannati cinesi resta, quindi, il più alto in assoluto su scala mondiale, attestandosi a quattro volte quelle eseguite nel resto dei Paesi in cui vige la pena capitale messi insieme, ad esclusione di Egitto e Siria i cui numeri sono difficili da stabilire. 

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