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ROMA – Ripartono le trattative su Alitalia. Oggi, infatti, il governo, i vertici della compagnia e le banche, come possibili finanziatori, si riuniranno attorno ad un tavolo per discutere del futuro della compagnia di bandiera. 

Insomma, sorte del destino, rispunta con una certa insistenza il piano di ristrutturazione proposto da Air France, lo stesso vettore che nel 2008 voleva comprare Alitalia, ma che fu bloccato dall’azione contraria del governo in nome di una presunta italianità. Di certo le prospettive della compagnia francese, oggi, non sono così rosee come all’epoca. Infatti, nel piano si parlerebbe di notevoli esuberi e riduzione drastica dei voli. In pratica Fiumicino diventerebbe di fatto una succursale dell’aeroporto parigino di Charles De Gaulle. 

Indubbio che, oggi, per evitare il peggio, ovvero una debacle finanziaria,  si tenterà di porre rimedio alle esigenze economiche del gruppo, magari con una ricapitalizzazione efficace da parte dei gruppi bancari disponibili. Si vocifera anche di un intervento da parte delle Ferrovie dello Stato, che potrebbe sfruttare un piano più ampio sulla rete dei trasporti. Tuttavia al momento è tutto in alto mare. Restano gli auspici di salvare i posti di lavoro, gran parte già polverizzati dal dicembre 2008, con cassaintegrazioni prima e mobilità dopo.  Il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha parlato di piano industriale, che però fino a questo momento resta una parola vuota di contenuto, visto che di piani strategici nazionali e di organizzazione del Trasporto Aereo non se ne vede l’ombra. 

La compagnia, intanto, attende. Forse spera in un intervento salvifico del governo. Insomma, Alitalia vola sul filo del rasoio, ma quanto potrà resistere? E già a fine mese i dipendenti sono preoccupatissimi, perché gli stipendi forse non arriveranno.

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