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Libia. Il premier Zeidan rapito e poi liberato

TRIPOLI – Ali Zeidan è stato liberato. Lo ha confermato il ministro  degli Esteri libico, Mohamed Abdelaziz. «Ancora non  disponiamo di dettagli sulle circostanze della sua  liberazione» ha detto all’Afp il ministro degli Esteri.  Zeidan era stato sequestrato questa mattina in un albergo a a  Tripoli da un gruppo di ex ribelli.  Il primo ministro  è arrivato nella sede del governo, a Tripoli.


Libia. Uomini armati sequestrano il premier Zeidan

TRIPOLI – Il premier libico, Ali Zeidan, è stato prelevato all’alba dall’albergo in cui si risiedeva, a Tripoli, da un gruppo di uomini armati. Un episodio che fa capire quanto il Paese sia ancora fuori controllo. 

Il sequestro è stato rivendicato da un gruppo di ex ribelli,  composto da miliziani islamisti e noto come ‘Sala operativa dei rivoluzionari della Libia, i quali hanno spiegato di aver  arrestato  il premier perchè il segretario di stato Usa, John Kerry, aveva confermato il coinvolgimento del governo libico nel raid statunitense che ha portato alla cattura, la scorsa settimana, di un capo di al-Qaeda in Libia. 

Zeidan, che era accompagnato da due guardie del corpo, è stato prelevato dall’albergo Corinthia, in pieno centro di Tripoli, a due passi dalla sede del governo e del Parlamento ed è stato successivamente portato via in un convoglio di auto. Le sue due guardie del corpo sono state liberate poco dopo. Secondo un gruppo di ex ribelli, confluiti in un’unita anti-crimine del ministero dell’Interno, il premier è stato  arrestato in base  al codice penale libico su indicazioni della procura. Il ministro della giustizia del governo provvisorio, Salah al Mergheni, ha invece precisato che la procura generale non ha dato alcun ordine di arrestare il primo ministro.

Di certo, quello che è accaduto conferma che la Libia vive in momento di forte instabilità.  Zeidan, musulmano moderato, 63 anni, ex ambasciatore e a lungo oppositore di Gheddafi, Zeidan sconta il fatto di aver tacitamente approvato il rapimento di al-Libi e di aver chiesto aiuto all’Occidente per tenere sotto controllo il Paese. Si conferma anche la debolezza del governo, ostaggio delle potenti milizie, in buona parte costituite da miliziani islamisti e molte assorbite all’interno della frammentata struttura di potere locale. Con la polizia e l’esercito allo sbando, tali milizie -radicate nelle brigate che rovesciarono Muammar Gheddafi nel 2011, si sono arruolate nelle agenzie di sicurezza dello Stato. E non è un caso che il sequestro di Zeidan, venga presentato, a seconda delle fonti, come un arresto o un rapimento. 

 

Nel frattempo durante l’apertura di seduta alla Camera i gruppi parlamentari di Sel, Pd, Pdl e M5s hanno chiesto che il governo venga a riferire con urgenza su quanto sta accadendo in queste ore in Libia.

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