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Nel Pdl come alla crociate. Affinità giudiziaria fra il pregiudicato e Fitto

ROMA – Ormai in questo Paese non c’è più da meravigliarsi di niente. Da “ Ballarò” Raffaele Fitto,il rivale, anzi nemico n.1 di Angelino Alfano,<lancia accuse brucianti contro segretario o coordinatore del Pdl, non si sa bene quale sia  il vero ruolo, fino a qualche tempo fa uomo di fiducia del cavaliere, vicepremier e ministro dell’Interno.

Lo accusa addirittura di “ammutinamento”. Prima della retromarcia improvvisa di Berlusconi che  annunciò il voto di fiducia  richiesto dal premier Enrico Letta, era stato definito  un “traditore” insieme agli altri quattro ministri che avevano ritiratole  al governo Letta che trovare ora una soluzione tra Angelino Alfano e Raffaele Fitto. Il vicepremier aveva previsto questo nuovo affondo dei falchi per bocca di Fitto ed aveva annunciato la convocazione di una conferenza stampa per il giorno seguente. Sede dell’incontro con la stampa Palazzo Chigi presenti con lui gli altri quattro ministri, Di Girolamo, Lorenzin, Lupi, Quagliarello. 

 

Una anomale conferenza stampa di Alfano e i ministri

Un po’ singolare che per una conferenza stampa di partito, perché di questo si trattava, sia stato scelto Palazzo Chigi, forse per dare un segno di “ possesso”. Ma ancor più singolare che in prima fila c’erano Raffaele Fitto e Fabrizio Cicchitto, uno dei “ dissidenti”, “ traditore” lo aveva apostrofato il direttore del Giornale, con loro altri esponenti del Pdl. Addirittura il neo alfaniano, forse, Brunetta, capogruppo Pdl alla Camera, aveva invitato tutti i parlamentari a partecipare. Subito Bondi, neo falchetto,aveva definito “ incomprensibile e perfino paradossale”. Altri invece erano andati più avanti parlando di un tentativo di conta dei messo in atto surrettiziamente dagli alfaniani.  Ingenuo Bondi il quale dice : “ Non riesco a comprendere il senso di una conferenza stampa da cui emerge solo una rivendicazione dei risultati conseguiti dalla nostra delegazione ministeriale”. Ovviamente il cardinalizio Bondi fa finta. Ha capito bene che la conferenza stampa è una risposta alla crociata che Fitto e i falchi hanno aperto. Alfano dimenticando ormai la nascita di gruppi parlamentari autonomi si a carico dell’unità del partito. Alternativi al centrosinistra, “ il nostro futuro- dice- non è una larga coalizione e non c’ì un piccolo centro. Siamo qui per riunire tutti i moderati”. Rivolto in particolare a Fitto, alle regole e al congresso da  lui richieste, afferma :Non solo non siamo qui per parlare di regole interne al Pdl ma per ribadire che il nostro scopo è tenere unito il partito”.Ed enumera i successi ottenuti dai  lui e dai ministri targati pdl. successi e ruolo per il futuro nella coalizione. 

Il vicepremier:  “ sentinelle “del Pdl per realizzatore il nostro programma

Loro sono “ sentinelle” contro chi vuole aumentare le tasse. Ha elencato  “ i risultati del nostro movimento politico, guidato da Silvio Berlusconi, ottenuti in questi cinque mesi” dicendo che “ la nostra funzione nel governo è quella di realizzare gli altri punti del programma”. Poi, quasi una concessione agli alleati butta là che il “ bene del Paese vien prima di tutto”. E’ vero che si trova nel bel mezzo di una guerra, una crociata scatenata da Fitto e soci, ma sconfessare sé stesso e lo stesso Letta che sui rapporti fra le due componenti del governo avevano detto altre cose è qualcosa di ben diverso. Come prima? E’ vero anche che doveva rispondere a Berlusconi  il quale guardando agli affari suoi punterebbe ad un voto nel< mese di febbraio, quando ancora libero, potrebbe fare la campagna elettorale a tutto campo. Ma non può non sapere che chi fa una capriola rischia di rompersi la schiena. Il pregiudicato è molto combattuto. Un giorno dice ad Alfano che se sta buono lo candida a premier e paga pure la campagna elettorale.

La condanna di Fitto a  4 anni di reclusione e interdizione dai pubblici uffici

Il giorno dopo strizza l’occhio a Fitto con il quale ha più affinità giudiziaria Non a caso, sarà bene ricordarlo, l’ex presidente della Regione,Puglia,parlamentare Pdl ,ministro, in primo grado, nel febbraio 2013 è stato condannato a 4 anni di reclusione per corruzione, finanziamento illecito ai partiti, abuso di ufficio con l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, leggi vicenda Angelucci, re delle cliniche romane, editore di “ Libero”.Per carità primo grado. Ma non sono zuccherini.

 

 

 

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