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Il pregiudicato diventa sfasciacarrozze. Vuole Marina sul trono e Alfano nella polvere

ROMA – Da partito padronale a partito familiare. Come un monarca il cavaliere, pregiudicato, incorona  il suo successore, la figlia Marina. Lei, ha sempre fatto boccucce.< Ma no, resto alla Mondadori. Sorelle e fratelli, di prima e seconda moglie, non l’hanno molto simpatica. 

Veronica, del resto, ha sempre puntato a salvaguardare i figli che ha partorito, tre Barbare, Eleonora e Luigi..Come sempre avviene anche nelle migliori famiglia. Uno, uno solo,figlio o figlia è il beniamino del padre.   quello/a con il quale c’è maggiore  affinità,sintonia, modo di essere e di pensare. Questa volta, mentre i media offrono una  narrazione giornaliera, sempre più insistente, lei tace, non conferma né smentisce. Ma se così fosse  sarebbe,pensiamo,  l’unico epilogo possibile di una storia che va avanti ormai da venti anni. Non si sa, o meglio qualcuno lo sa e qualcuno lo sussurra, come inizia.<Con varie tappe intermedie come ,l’arrivo di uno stalliere, Mangano, ad Arcore  per tutelare animali ed essere umani,tanto elogiato da vivo e da morto dal cavaliere. 

Marina, figlia  prediletta, indicata dal monarca per la sua successione

Più noto come legato ad ambienti certo non frequentati da gentiluomini che come guardiano di cavalli .  Marina a guidare Forza Italia, con il nome Berlusconi nel simbolo, Barbara dal Milan a Mondadori, il suo sogno. Lui con il controllo completo del nuovo-vecchio partito, Forza Italia,  “ banda bassotti” , i traditori,dicono personalità di nobile<lignaggio come Santanché, Bondi, Verdini, ed altri, a partire dal capobanda, Raffaele Fitto, che hanno qualche problema con la giustizia,, i traditori  denudati, senza più incarichi, indicati al ludibrio pubblico, tutti via, a casa. Il pregiudicato nella sua nota magnanimità invece, li lascia tutti al loro posto di ministri  con un incarico ben preciso, una prova del nove. Siccome tutti, Pdl e futuri Forza Italia,   ministri e lo ripetono ad ogni ora del giorno  sono convinti che il pregiudicato è vittima dei magistrati comunisti,perseguitato politico presentino un decreto per cambiare la legge Severino in modo che per lui non si possa applicare. In questo modo, in attesa che il Parlamento approvi, si sospende il giudizio della Commissione per le elezioni sulla decadenza da senatore, il provvedimento non arriverà in ala prima che si siano pronunciati organismi europei, internazionali e via dicendo.  

Un via vai di vecchi “ amici”, compagni di merende   a Palazzo Grazioli

Così e solo così Alfano, il figlioccio che gli provoca tanti dispiaceri e i quattro ministri darebbero prova segno del dichiarato amore per il capo. E domanda loro: pensate sia possibile stare insieme al governo con quelli che sono i miei massacratori.? Sì, la mia vicenda non ha niente a che vedere con il governo?Allora via,cani infedeli a leccar le vostre ferite.  Entrano in campo altri soggetti, i vecchi compagni di merenda, personaggi che si sono sempre mossi dietro le quinte, ma pesanti, uomini d’onore, taluni. Ecco s’avanza Dell’Utri,  che entra ed esce da Palazzo Grazioli,Ermolli. Cda Mediaset, il fido amico,consigliere,  fin dagli anni settanta  , quando inizia la scalata al potere, Bertolaso,capo della Protezione civile per diversi anni. Per lui venivano adottati provvedimenti dandogli poteri di “ proteggere” tutti e troppo, contro le leggi, contro la Costituzione. Varcano i cancelli, ma con minor frequenza,Gianni Letta e Fedele Confalonieri,  ormai i ,loro consigli valgono quanto il due a briscola. Il pregiudicato si muove come un treno. Loro sono contrari a che la primogenita, presidente di Fininvest e di Mondadori, diventi la numero uno, bis, sempre sotto le ali paterne. In particolare Confalonieri teme che la sua  “pupilla” venga mandata al massacro da un padre  ormai accecato dall’ira.

Gli “alfaniani” potrebbero arrivare fuori tempo massimo

uesto è lo scenario, il pregiudicato si trasforma in sfasciacarrozze, il suo vero io,  tiene sotto tiro l’Italia intera, rischia di far sbattere il Paese su scogli durissimi, appuntiti, in un mare periglioso.  Rischia la nostra ancora fragile democrazia, sballottata da venti anni di berlusconismo..E’ chiaro che gli “ alfaniani “ i  “governisti”  sono in surplace, attendono le mosse del cavaliere. La data fatidica è l’8 dicembre quando si riunirà il Consiglio nazionale, fantomatico organismo che nessuno ha mai eletto, ottocento componenti  chiamati a dare il là per  chiudere la storia del Pdl, nato su un prdellino e ritornare al passato “prigionieri del passato”, come il titolo di grande film, rimettendo in pista un rottame chiamato  Forza Italia.  Da qui a quella data tutto può succedere. Ci sarà una guerra , guerriglia comunicati, documenti, dichiarazioni interviste, firma pro Alfano, senatori Pdl in numero crescente i quali dichiarano che il governo Letta deve restare al suo posto, pronti, nelle dichiarazioni, a dare la loro fiducia.  Gli “ alfaniani rifiutano l’uso della parola scissione. Puntano ad una separazione consensuale. Il rischio per loro è grande. Potrebbero arrivare fuori tempo<massimo quando tutti i giochi sono fatti e loro si trovano con in mano un pugno di mosche. 

Un ultimatum del Pd per chiudere la vicenda della decadenza da senatore

E il Pd? Potrebbe dar loro una mano, ma sono troppo impicciati in un congresso che invece di idee discute di persone, di aree, correnti, spifferi.   Hanno dato un ultimatum :entro i primi dieci,quindici giorni di novembre al massimo, la partita deve essere chiusa.  Perché il vero nodo è quello della decadenza che rende il governo instabile, ancor più fragile di quanto può essere una alleanza fra forze alternative. In questa condizioni affrontare  il dibattito parlamentare sulla legge di stabilità diventa un problema quasi impossibile, un terno al lotto da cui dipendono però le sorti non solo di una legislatura, ma della possibilità di agganciarsi al treno della ripresa che si annunci anche se non se ne vedono ancora gli effetti a livello europeo dove si gioca la partita. Non solo Anche il Pd l’8 dicembre ha un appuntamento importante: le primarie per eleggere il segretario. Appuntamento che non può essere macchiato da sporche vicende.

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