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Alfano si accuccia. Marina, non faccio politica ma non è credibile

Il fuoco cova sotto la cenere. Per ora  si vede solo il fumo. Può darsi che un getto d’acqua  ben mirato lo spenga sul nascere.

Una cosa è certa: il Pdl-Forza Italia o Forza Italia Pdl, la distinzione non è nostra ma dei protagonisti di questa vicenda  è in piena confusione. Siamo in presenza, ormai della “saga dei Berlusconi” . Non è un caso che, quasi all’unisono, scendono in campo le due figlie del pregiudicato.

Le figlie del pregiudicato prendono nella mani la “causa” del padre

Marina e Barbara e prendono nella mani la “ causa “ del padre. La prima smentisce di essere la candidata a guidare Forza Italia, la seconda spara a zero. La smentita si  capisce.  Non tanto ,come scrivono alcuni retroscenisti, verrebbe meno l’effetto sorpresa ma perché significherebbe indebolire la posizione già disperata del padre. Sarebbe come farlo fuori proprio nel momento del bisogno. Barbara invece entra a piedi giunti, un fallo da cartellino rosso. Sbotta: Ci sono tanti che hanno finto di sposare le idee politiche di mio padre, ma che in realtà agivano per interesse personale. Per le poltrone e per il potere. Il loro interesse privato, unito a una palese inadeguatezza, oggi si manifesta in una totale assenza di idee e contenuti politici”. “Chi sta cercando un atto di sottomissione – prosegue – o di umiliazione quasi se Silvio Berlusconi dovesse espiare la colpa di esistere è fuori strada. Mio padre non si cospargerà la testa di cenere per dare a qualcuno la soddisfazione dello spettacolo che sostituisce la ghigliottina”. Silvio Berlusconi, sentenzia Barbara, “resterà in campo. Gianni Letta e Confalonieri sono amici.

“Chi gli sta intorno nel partito è inadeguato”

Ma chi gli sta attorno, nel partito, è “inadeguato”. E quella parola “ inadeguato” rivela che proprio Marina e Barbara prenderanno, in qualche modo,le redini di Forza Italia. Non si fidano di nessuno. Le dichiarazioni delle figlie del pregiudicato  descrivono bene i contenuti della “ sagra”. Ogni giorno è tutto un inseguirsi di dichiarazioni, smentite, interviste, tutte al vetriolo, da nemici in casa, pronti a sbranarsi. Momenti di fuoco, tanto che la stragrande maggioranza dei media, dei retroscenisti, un giorno sì e l’altro pure, raccontano di documenti, scissioni già pronte, resa dei conti al Consiglio nazionale, ottocento dirigenti che nessuno ha mai eletto davvero, che decideranno il futuro del partito nel fatidico 8 dicembre, quando il Pd sceglierà il segretario del Partito. O meglio decideranno chi avrà nelle mani le redini di Forza Italia, con Berlusconi, forse ormai non più senatore, darà fuoco alle polveri a meno che non lo abbia già dato prima,  facendo cadere il governo, come minaccia in continuazione Renato Brunetta,ma i bene informati propendono per la seconda ipotesi. 

Il vicepremier. Tutti con il berlusca. Nessun documento degli “innovatori”

La quiete dopo la tempesta, i toni si smorzano, Alfano addirittura  si accuccia. Ma chi ha mai messo in dubbio che il leader è Berlusconi. Il vicepremier ci scherza sopra. “

“I sottoscritti consiglieri nazionali si riconoscono nella leadership di Silvio Berlusconi, ovviamente a cominciare da me. Questo sarebbe il primo rigo di ogni documento che io dovessi sottoscrivere”.  E va  più in là”Non è vero che circola un documento degli ‘innovatori’ già da far sottoscrivere per il prossimo Consiglio Nazionale”.  A chi gli chiede se intende guidare Forza Italia  risponde, quasi stupito.  “Noi oggi siamo interessati a governare bene questo Paese”. Ma perlomeno gli chiedono su Forza Italia avrà qualche dubbio?. “Il dubbio non è questo – aggiunge – e l’oggetto del dibattito non è neanche il nome di Forza Italia che richiama anni bellissimi. Ci sono altre questioni di cui noi crediamo si debba discutere al Consiglio nazionale e le porremo all’attenzione dell’opinione pubblica oltre che del nostro movimento nei prossimi giorni”. Insomma un normale dibattito. Documenti? Mai visti. Raccolta di firme? Mai vista. Eppure c’è chi ha visto documenti e firme. Così va  il mondo. Sentiamo  il ministro Lupi “Leggo cose  – dice – che non sono assolutamente vere. Nessuno di noi ha mai messo in discussione la leadership del presidente Berlusconi, sia perché in questi vent’anni con lui abbiamo fatto un grande partito e unito l’area dei moderati, sia perché le leadership si impongono e Berlusconi è votato ancora da milioni di italiani. Marina – continua – rinuncia a una cosa che non c’è e quindi non si può commentare una cosa che non c’è”.

Cicchitto sente puzza di bruciato. C’è chi vuole radicalizzare lo scontro

Cicchitto sente puzza di bruciato. Non scrive un documenti ma una nota, molto prudente e allarmata. “Bisogna – scrive  – capire le ragioni per cui nella giornata di ieri c’è stato uno scatenamento polemico, orchestrato da un regista, da parte di molti esponenti del Pdl-Forza Italia che si riconoscono nelle decisioni prese dall’ufficio di presidenza contro il governo e i ministri del Pdl-Forza Italia presenti in esso”. “L’impressione – aggiunge – è che gli scopi siano due: radicalizzare lo scontro, accentuare la versione che il confronto è fra buoni e cattivi, fra fedeli e traditori e puntare ad una caduta il più possibile ravvicinata del governo”. E torna a circolare in nome di Marina, malgrado le sue smentite. Personaggi come Brunetta mettono le mani avanti. Lui punta alto, forse alla candidatura a premier. Marina gli fa ombra. Anche a Gasparri che non ha grandi mire ma è sempre meglio medttersi in sicurezza e dice che per il candidato  premier si faranno le primarie. Domani è un altro giorno: La Commissione per le elezioni dovrà decidere se il voto sulla scadenza del cavaliere sarà  segreto o palese. Sia come sia sarà comunque una marcia di avvicinamento al voto d’Aula, ponendo fine alla prima parte della “saga”.

 

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