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Concordia, in tribunale si accertano le responsabilità

Intanto al Giglio il relitto attende l’inverno

ROMA – E’ iniziato lo scorso lunedì e prosegue in questi giorni il processo a Francesco Schettino, Comandante della Costa Concordia, la nave che la notte del 13 gennaio 2012 andò a schiantarsi su uno scoglio nei pressi dell’Isola del Giglio. Dopo che il relitto è stato messo in sicurezza e attende di conoscere quale porto smaltirà ciò che rimane di lui, va avanti a Grosseto il processo penale per attribuire le responsabilità della tragedia, in cui hanno perso la vita 32 persone. Lunedì scorso è stato sentito in aula Salvatore Ursino, l’ufficiale in addestramento  di 26 anni, che al momento del naufragio era in plancia di comando. Il teste ha raccontato ai magistrati che in plancia assieme a lui erano presenti anche il primo maitre Antonello Tievolo, il maitre Ciro Onorato, l’hotel director Manrico Giampedroni, e la ballerina moldava Domnica Cermontan. “Erano lì per ammirare il passaggio ravvicinato al Giglio”, ha spiegato Ursino, il quale ha aggiunto poi che “Schettino dette l’ordine di aumentare la velocità al vice Ciro Ambrosio”, circa cinque minuti prima dell’impatto con gli scogli. L’ordine di aumentare la velocità della Costa Concordia da 15 a 16 nodi fu dato dal Comandante intorno alle 21.40, mentre la nave era già a breve distanza dall’isola. L’impatto avvenne alle ore 21.45’07”. La ricostruzione da parte dell’ufficiale è stata ben accolta da parte dell’avvocato di Giustizia per la Concordia Massimiliano Gabrielli. “E’ un teste importante per la Procura perché era l’ufficiale di coperta presente sul ponte di comando prima dell’arrivo di Schettino e anche dopo nei momenti successivi all’urto, sempre a fianco al comandante. Sta raccontando la cronologia degli eventi in parallelo alla registrazione in Vdr, che è questa scatola nera, e mi è sembrato molto suggestivo nel far capire che il comandante con una certa tranquillità ha superato il punto di svolta avendo il controllo della nave” ha detto l’avvocato ai microfoni di SkyTg24. 

 

“Quello che è emerso è una serie di impressionanti errori commessi dal timoniere Rusli Bin nell’esecuzione di comandi che venivano impartiti dal comandante -aggiunge il legale-. Per tre volte consecutive il comandante dà un ordine, Ambrosio, che era il secondo, corregge la risposta del timoniere perché veniva eseguito male il comando. Fino ad arrivare all’esecuzione errata della manovra di emergenza che prevedeva una sorta di derapata per evitare lo scoglio”. Il fatto che gli errori del timoniere non sono stati determinanti per l’urto, sottolinea l’avvocato, “da un punto di vista scientifico non è ancora stato dimostrato e ci sarà tempo per verificarlo”. Intanto il processo va avanti e nella giornata di ieri è stata ascoltata la ballerina moldava Domnica Cemortan che, nel corso della sua testimonianza, ha ammesso di aver avuto una relazione con il Comandante Schettino. La ballerina ha spiegato anche i motivi per cui si trovava sulla nave quel giorno: “Quando sei l’amante di qualcuno non ti chiedono il biglietto”. In parallelo al processo penale nei confronti di Schettino, come sopra anticipato, il ministero dell’Ambiente è al lavoro per portare avanti le operazioni di smaltimento del relitto. In un tavolo tecnico con i tecnici del ministero, il ministro Andrea Orlando ha affrontato le questioni relative allo stato dei lavori per mettere in sicurezza la nave nel corso del periodo invernale, lo stato di attuazione del piano di prevenzione contro gli sversamenti di inquinanti provenienti dal relitto (“caretaking”) e del piano di sorveglianza, raccolta e smaltimento dei rifiuti provenienti dall’interno della Concordia. Il completamento della messa in sicurezza slitterà probabilmente di una trentina di giorni. Ciononostante il ministro ha sottolineato anche l’esigenza che l’attività invernale dei lavori propedeutici all’installazione dei cassoni sul lato di dritta, operazione indispensabile ai fini del rigalleggiamento del relitto, proceda senza interruzione, compatibilmente con le condizioni meteomarine. C’è da aspettarsi, come comunicato in una nota dal ministero, un incontro prossimo con la Costa Crociere per conoscere quale sia la proposta di progetto per procedere, nel modo più celere possibile, alla rimozione della nave. In ultima analisi, conclude la nota,  il ministro ha ribadito che “il relitto della Costa Concordia è un rifiuto che va trattato secondo la normativa vigente e dunque la parola finale sul piano di gestione di smaltimento spetterà al ministero dell’Ambiente e al Presidente della regione Toscana Enrico Rossi”.

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