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Caso Ligresti, il Pd chiede chiarimenti al ministro Cancellieri

ROMA – Una vicenda assai intricata e tutta da sciogliere quella che coinvolge direttamente il ministro della Giustizia  Annamaria Cancellieri nel caso Ligresti.

Dopo le intercettazioni diffuse nelle scorse ore, che vedono Gabriella Fragni, compagna di Salvatore Ligresti, rivolgersi direttamente al Guardasigilli per chiedere un aiuto per Giulia, figlia dell’ingegnere, arrestata lo scorso 17 luglio nell’ambito dell’inchiesta Fonsai, si attende l’intervento del ministro in Parlamento per chiarire la vicenda. Le parti in ombra del caso riguardano Giulia Ligresti, uscita dal carcere lo scorso 28 agosto perché soffriva di anoressia e depressione. Poco prima della scarcerazione, infatti, il ministro Cancellieri, in seguito ad una telefonata con Gabriella Fragni prima e Antonino Ligresti poi, avrebbe contattato due vice capi di dipartimento del Dap, il Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, per “sensibilizzarli” sul fatto che Giulia Maria Ligresti soffrisse di anoressia e depressione. I partiti politici usano prudenza nel giudicare la vicenda, discorso a parte per il Movimento 5 stelle che invece chiede le dimissioni del ministro. Il Pd vuole evitare strumentalizzazioni e, attraverso le parole di Danilo Leva, responsabile Giustizia dei democratici, chiede di aspettare l’intervento in Aula del ministro. “Solamente a seguito di quanto dirà Cancellieri, ciascuna forza politica farà le sue valutazioni” dice Leva a SkyTg24.  “Serve chiarezza in tempi rapidi -aggiunge – sia perché ci sono intercettazioni e va ben chiarito il senso di quelle parole e poi perché bisogna fugare ogni dubbio che in Italia vi siano detenuti di serie A e B”. In difesa del ministro, dopo le attestazioni di fiducia da parte del vicepremier Alfano e del ministro per le Riforme Quagliariello, si schiera l’intero Pdl. “Il ministro Cancellieri non può certo essere criminalizzato per una telefonata da giustizialisti a corrente alternata che continuano a far danni di ogni tipo” dice Fabrizio Cicchitto. Di diverso avviso è il giudizio dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura. Per il presidente dell’Oua, Nicola Marino, quella della Cancellieri “è una condotta gravissima, un ennesimo episodio di ‘malapolitica’ a tutela di una ‘potente’ in gravi condizioni di salute (che sono la dimostrazione di un serio problema dei nostri istituti penitenziari), come è la figlia di Ligresti, in carcere da diversi mesi e ora ai domiciliari”. “Assistiamo -aggiunge- a una gestione opaca di una vicenda, in cui un malinteso senso dell’’amicizia’ (oltretutto il figlio della Cancellieri, lavorava in Fondiaria), porta a un interessamento che, seppur si dimostrasse lecito, è decisamente censurabile. Le condizioni di detenzione -continua il presidente Oua- sono spesso disumane per i presunti piccoli delinquenti, così come per i colletti bianchi. Le telefonate del ministro, un pessimo e ricorrente vizio della politica italiana, necessitano di spiegazioni davvero convincenti in Parlamento, altrimenti attendiamo le dimissioni. Nelle carceri non ci possono essere detenuti di serie A, con i ‘santi in paradiso’ e altri di serie B senza diritti”.

Dopo la pubblicazione delle intercettazioni che la coinvolgono direttamente, il ministro Cancellieri aveva inviato una lettera ai Capigruppo di Camera e Senato precisando che “Intervenire è compito del Ministro della Giustizia. Non farlo sarebbe colpevole e si configurerebbe come una grave omissione”. “Era mio dovere – si legge ancora nella lettera del ministro – trasferire questa notizia agli organi competenti dell’Amministrazione Penitenziaria per invitarli a porre in essere gli interventi tesi ad impedire eventuali gesti autolesivi. Mi sono comportata, peraltro, nello stesso modo quando sono pervenute al mio Ufficio segnalazioni, da chiunque inoltrate, che manifestassero preoccupazioni circa le condizioni sullo stato psicofisico di persone in stato di detenzione”. “Non c’è stata, quindi, né poteva esserci – sostiene Cancellieri – alcuna interferenza con le decisioni degli Organi giudiziari. Nella mia comunicazione al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, non vi è stato nel modo più assoluto, come ampiamente dimostrato, alcun riferimento a possibili iniziative finalizzate alla eventuale scarcerazione della Ligresti”. Rivolgendosi ai capigruppo di Camera e Senato, Cancellieri sottolinea inoltre: “Tutti voi conoscete l’attenzione e l’impegno che fin dal primo giorno del mio mandato ministeriale ho riservato alle condizioni in cui versano i detenuti; condizioni che, troppo spesso, hanno portato, specialmente le persone più vulnerabili, a compiere scelte estreme”.

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