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Cgia. Legge di stabilità. Più tasse sulle banche, ricadute su famiglie e imprese

ROMA – Nel confermare la correttezza dei dati diffusi ieri sull’impatto economico prodotto da tutte le voci fiscali introdotte dal disegno di legge di Stabilità – pari a 1,1 miliardi di euro di tasse in più nel 2014 – la CGIA, in risposta alle dichiarazioni rilasciate dal Vice Ministro dell’Economia Stefano Fassina,  segnala che nel proprio comunicato stampa ha riportato con evidenza e precisione che l’aggravio fiscale più importante interesserà gli istituti di credito. 

Ecco di seguito lo stralcio ripreso dalla news di ieri: “Analizzando le singoli voci notiamo che tra le maggiori entrate spiccano i 2,6 miliardi di euro relativi alle svalutazioni dovute alle perdite dei crediti. Si tratta di maggiori entrate legate al mutamento delle regole che disciplinano il trattamento fiscale delle perdite e delle svalutazioni dei crediti delle banche e delle imprese che operano nel settore finanziario e assicurativo. Le novità normative permetteranno in futuro di ottenere dei risparmi di imposta, consentendo a queste imprese di dedurre le perdite in cinque anni”.

Detto ciò, è molto discutibile sostenere che l’aumento del prelievo fiscale sulle banche non darà luogo a nessuna ricaduta sulle famiglie e sulle imprese. Anche se si aumentano le tasse solo alle banche, sempre  tasse sono e gli effetti negativi sui correntisti rischiano di essere molto pesanti.  Le tasse, ricorda la CGIA, si possono traslare: in questo caso percuoteranno le banche, ma potranno incidere anche sui portafogli dei cittadini.

A questo proposito, sempre la CGIA ricorda quanto è emerso nel gennaio di quest’anno nella relazione al Parlamento redatta  dall’Autorità dell’Energia elettrica e del gas che, a seguito dell’introduzione della Robin Hood Tax (addizionale Ires che nel 2008 interessò le aziende energetiche e petrolifere) ha monitorato il comportamento delle 476 imprese interessate da questa nuova imposta. Ebbene, l’Autorità ha avuto modo di rilevare che ben 199 aziende avevano trasferito il maggiore onere tributario sui propri clienti, nonostante questa operazione fosse vietata dalla legge. 

“Sono convinto – dichiara il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – che il Governo sta lavorando bene e in più di una occasione ho avuto modo di affermare che in questo momento è l’unico Esecutivo in grado di guidare il Paese. Fermo restando che la precisazione del Vice Ministro Stefano Fassina è sicuramente opportuna, se avesse avuto modo di leggere in nostro comunicato e le tabelle allegate avrebbe capito che queste cose le avevamo già dette noi. A dimostrazione della nostra equanimità, già nel sottotitolo del comunicato di ieri avevamo avuto modo di sottolineare che gli effetti positivi della manovra si faranno sentire nel 2015 e nel 2016”.  

Ritornando sul nuovo peso fiscale che graverà l’anno prossimo sulle banche, si tratta di una tassa una tantum che almeno in parte potrà essere traslata sui clienti, potrà incentivare la riduzione del credito erogato alle imprese, in particolar modo a quelle più piccole, e mettere in difficoltà  i piccoli istituti di credito che in questo momento si trovano in grave difficoltà.

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