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Cancellieri in Parlamento. Sfiducia di M5S: un’ombra indelebile sulla figura istituzionale

ROMA – Ore delicate per il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, che domani sarà nell’Aula di Palazzo Madama e poi in quella di Montecitorio per chiarire la sua posizione nel caso Ligresti.

Alla vigilia del suo discorso, il Movimento 5 Stelle annuncia battaglia e deposita alla Camera la mozione di sfiducia individuale nei confronti del Guardasigilli. “Un ministro della Giustizia che si sia lasciato condizionare nel suo operato dai suoi rapporti personali con la famiglia Ligresti – e dai rapporti economici poco chiari del figlio – agendo, oltretutto, con una marcata disparità di trattamento verso gli altri detenuti ‘non eccellenti’ e utilizzando i magistrati che operano all’interno del ministero è un’ombra indelebile sulla sua figura istituzionale da un punto di vista etico, morale e politico” spiegano i grillini nel testo allegato alla mozione. “Il solo sospetto che un ministro della Giustizia possa aver ricevuto ed esercitato pressioni – si legge ancora nel documento – è un’ombra di cui un membro delle istituzioni non si può vestire; d’altra parte siamo memori di un caso, avvenuto nella scorsa legislatura, e riguardante un presidente del Consiglio dei ministri e la Questura di Milano che può sembrare molto simile alla situazione in questione” sostiene il M5S riferendosi al caso Ruby e alla telefonata dell’ex premier Silvio Berlusconi. “Un ministro, soprattutto di un dicastero chiave come quello della Giustizia – esordiscono i 5 Stelle nella mozione di sfiducia – rappresenta la figura più alta della gerarchia amministrativa, e, proprio per tali motivi, deve, non solo essere, ma anche apparire terzo rispetto ai propri atti e ai propri comportamenti; ogni ministro, nell’espletamento della propria opera, dovrebbe spogliarsi da sentimenti di amicizia o restituzione di favori in conflitto con il proprio ruolo istituzionale, proprio perché ruolo preminentemente di garanzia verso cittadini e propri dipendenti, così da dare piena attuazione all’art. 3 della Costituzione e al fondamentale principio della separazione dei poteri”. Negli ultimi giorni il ministro Cancellieri ha incassato la completa fiducia da parte del Pdl, oltre che le parole di stima da parte del premier Enrico Letta. Il Pd, invece, vuole aspettare di ascoltare le parole del Guardasigilli prima di esprimersi completamente. Nel frattempo il procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli, in una intervista al programma televisivo Agorà, è tornato sul caso di Giulia Ligresti spiegando che: “La decisione del Gip di concedere gli arresti domiciliari a Giulia Ligresti è stata presa esclusivamente sulla base di fatti concreti e provati: le condizioni di salute, che rendevano pericolosa la permanenza in carcere, e il fatto che già il 2 agosto, quindi ben prima delle telefonate in questione (del ministro Cancellieri, ndr), c’era stata una richiesta di patteggiamento accettata dalla Procura. Qualunque illazione –ha poi concluso Caselli- che metta in campo circostanze esterne al meccanismo processuale non può che considerarsi arbitraria e destituita di ogni fondamento. Telefonate esterne, per quanto riguarda il mio ufficio, non ne esistono”.

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