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Festival di Roma. “Run boy run”, concorso “Alice nella città”. Recensione. Trailer

ROMA – Come Oliver Twist di Dickens, anche Srulik, 8 anni, vive in strada, tra pericoli, fame e maltrattamenti. In questo caso, però, non si tratta della fantasia dello scrittore, ma della trasposizione cinematografica della storia vera di Jurek, tratta dal best seller di Yuri Orlev, fedele al racconto del protagonista.

Nel 1942, il bambino è costretto a scappare dalla sua casa nel ghetto di Varsavia, per l’infiammarsi della persecuzione nazista contro gli ebrei. Da allora, Srulik si farà chiamare Jurek e si dimenticherà delle sue origini. “Devi sopravvivere a ogni costo, per salvarti corri”: sono queste parole, dette dal padre prima di morire, a dare forza a Jurek, anche nelle situazioni più disperate. E sono tanti i disagi vissuti da questo bambino in fuga: la rigidità dell’inverno, trascorso da solo nella foresta di Białowieża, la cattura nel campo nazista, il lavoro nelle fattorie. In questo lungo viaggio attraverso le campagne polacche fino alla Bielorussia, Jurek farà molti incontri, per lo più spiacevoli, con persone pronte a picchiarlo e sfruttarlo. Ma, tra loro, ci saranno anche “alcuni angeli”, pronti a rischiare tutto per lui. Si imbatterà, infatti, in una giovane partigiana che lo ospiterà, insegnandogli i precetti  della religione cattolica, per confondere così i tedeschi. E infine, lo aiuterà un fabbro in Bielorussia, che lo ammetterà in famiglia, al fianco di sua figlia Alina. Finita la guerra, tutto cambierà per Jurek, ormai non più il bambino che corre per salvarsi, ma un adolescente che sceglie di inseguire il proprio destino e riscoprire le proprie origini dimenticate.

 

Eccellente la performance dei fratelli Andrzej Tkacz e Camil Tkacz, che interpretano rispettivamente Jurek da piccolo e poi da adolescente. Uno sguardo profondo e malinconico, accompagnato da un sorriso brillante che coinvolge e commuove lo spettatore. Molto brava anche Elisabeth Duda, che interpreta la partigiana Magda Janczyk, che farà le veci di una mamma per Jurek. 

Magistrale la regia del tedesco Pepe Danquart, che grazie al sapiente uso di flash back da ritmo al film, per rispondere alle esigenze narrative di un racconto in prima persona, attraverso i ricordi del giovane Jurek. Run Boy Run è in concorso al Festival del Cinema di Roma, nella sezione riservata ai giovani, “Alice nella Città”.  Struggente e strappalacrime, da vedere minuti di fazzoletto.

 

TITOLO ORIGINALE : LAUF JUNGE LAUF

108 minuti

Lingua originale : Polacco

Genere: drammatico

 

CAST

 

Srulik /Jurek : Andrzej Tkacz e Kamil Tkacz

Magda Janczyk: Elisabeth Duda

 

REGIA

Pepe Danquart

 

SCENEGGIATURE

Heinrich Hadding

Uri Orlev

 

PRODUTTORE

Susa Kusche, Uwe Spiller, Pepe Danquart

 

DISTRIBUTORE

Radiant Films International

Run boy run –  Extended  trailer

 

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