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265mila sfratti per morosità. Cgil, disagio abitativo per 400mila famiglie

ROMA – La crisi incide «pesantemente» sui costi dell’abitare, «acuendo il disagio sociale di almeno 400mila famiglie, che hanno bisogno di un’abitazione a costi sostenibili o di forme di sostegno al reddito che risolvano le morosità già presenti e quelle che possono insorgere».

Lo afferma l’ufficio Politiche abitative della Cgil, secondo cui «è necessario approvare un piano per l’emergenza abitativa, che deve passare attraverso una convocazione immediata delle parti dal ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi». 

«Il problema sfratti – afferma la responsabile Politiche abitative del sindacato, Laura Mariani – è un’emergenza nazionale, la cui mancata soluzione può renderla esplosiva dal punto di vista sociale». Dall’inizio della crisi, «sono stati emessi 265mila sfratti per morosità e 140mila provvedimenti sono stati eseguiti. Considerando quelli emessi precedentemente, si stima che almeno altri 200mila nuclei familiari abbiano provvedimenti di prossima esecuzione».  E questi dati, aggiunge Mariani, «riguardano solo l’emergenza più visibile: la punta dell’iceberg di un disagio sociale che la crisi acuisce e di cui quello abitativo è evidentemente una componente fondamentale». 

Il fondo per l’affitto, sottolinea la Mariani, recentemente rifinanziato con 100 milioni per il biennio 2014-15, e quello per le morosità appena istituito, con 40 milioni per lo stesso periodo, «non rappresentano una risposta significativa poichè le risorse sono del tutto insufficienti». E per l’utilizzo non si prevedono «tempi rapidi, mentre i provvedimenti continueranno a essere emessi ed eseguiti».

Per questo la richiesta della Cgil di un ‘Piano per l’emergenza che individui «soluzioni immediate per le almeno 400mila famiglie che hanno bisogno di un’abitazione a costi sostenibili o di forme di sostegno al reddito che risolvano le morosità già presenti e quelle che possono insorgere».

Il varo di un Piano per l’emergenza, secondo il sindacato, «deve avere come presupposto un monitoraggio sulla situazione abitativa e prevedere modalità tali da renderlo realmente efficace». È necessario «mettere in campo forme di sostegno al reddito per quella famiglie in condizioni di disagio abitativo che passino attraverso un fondo per l’affitto dalle dotazioni adeguate e risorse per chi versa in situazioni di morosità o in difficoltà nel pagamento dei mutui per la prima casa».

È necessario poi «ampliare l’offerta abitativa in affitto residenziale pubblica e sociale, con canoni commisurati ai redditi delle famiglie, interessando prioritariamente il patrimonio esistente non utilizzato», e avviare «misure che interessino il mercato privato, con agevolazioni verso il canale concordato degli affitti». Per le risorse, conclude la Cgil, un ‘Piano per l’emergenzà «può partire dai fondi già stanziati e in parte non utilizzati, dei quali è indispensabile monitorare l’utilizzo». Molto è ancora possibile attraverso «un’intensificazione di misure di contrasto all’evasione fiscale nel settore attraverso l’adozione di ‘patti anti-evasionè, che potrebbero portare risorse anche per istituire dei fondi comunali ad hoc per gli sfratti».

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