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Ocse. I dipendenti pubblici italiani sono pochi e malpagati

ROMA – In compenso il Belpaese strapaga il top management. L’Ocse ha pubblicato oggi il rapporto sulle pubbliche amministrazioni dei paesi aderenti, una sfilza di dati che disegnano un pubblico impiego italiano composto da poche persone, la maggior parte pagate poco, ma con stipendi che si impennano oltre l’immaginabile per un manipolo di top manager.

 

60 dati tra cui scegliere

Il rapporto dell’organizzazione parigina “Uno sguardo sulla pubblica amministrazione 2011” fornisce complessivamente “circa 60 indicatori riguardanti i Paesi membri e i Paesi partner, raccolti al fine di aiutare i responsabili politici e il pubblico ad analizzare e valutare con un benchmark di riferimento le performance della P.A. Ma solo alcuni hanno avuto gli onori della ribalta in Italia

 

Dipendenti pubblici. In Italia sembrano pochi ma sono pochissimi

Balza agli occhi il dato relativo al numero dei dipendenti pubblici italiani, in deciso calo rispetto all’anno scelto come confronto e nettamente al disotto della media dei 32 Paesi Ocse. In Italia nel 2008 ci sono infatti appena 14,3 dipendenti pubblici per ogni 100 occupati, erano 15,3 nel 2000.

Il dato ci pone decisamente al disotto della media Ocse, che per il 2008 fa segnare 15, ma è da approfondire in quanto il rapporto è costruito mettendo a confronto i dipendenti pubblici con la forza lavoro. Avendo il nostro Paese una partecipazione al lavoro particolarmente bassa il numero degli addetti pubblici, pur essendo basso è comunque gonfiato statisticamente. L’effetto di una costruzione del genere è quello di schiacciare la statistica per quei paesi in cui la partecipazione al lavoro è più alta, ad esempio la Germania ha 9,6 dipendenti per 100 occupati, il medesimo dato costruito ponendo a raffronto i dipendenti pubblici con i cittadini abbasserebbe il nostro numero in misura più forte rispetto all’abbassamento che si avrebbe in molti Paesi. 

 

Meno dipendenti pubblici che negli Stati Uniti

Non ha sorprese nei primi tre posti la classifica dei paesi con  più dipendenti pubblici, con Norvegia, Danimarca e Svezia a livelli compresi tra 29,3 e 26,2 pubblici dipendenti ogni 100 lavoratori, ma nei posti a seguire qualche sopracciglio si inarca.

La Francia fa segnare 21,9, il Regno Unito occupa il nono posto con 17,4, sedicesimi gli Stati Uniti con 14,6 e appena diciassettesimi noi con il nostro 14,3, subito avanti a Cechia, Spagna e Portogallo.

Appena terzultima la Grecia con 7,9, seguita da Giappone e Corea a 6,7 e 5,7.

 

Stipendi bassi per i dipendenti pubblici

L’Ocse ha pubblicato inoltre un confronto tra le retribuzioni di alcune figure di pubblici dipendenti ed anche qui arrivano dati duri da digerire.

Da una parte il fatto che gli insegnanti italiani siano tra i meno pagati dell’area Ocse è un fatto risaputo, con lo stipendio di un insegnante al 15esimo anno di carriera pari al 56 per cento di un lavoratore di alto livello del terziario; una miseria a confronto con il 126 per cento della Spagna o il 97 per cento di Spagna e Nuova Zelanda. Dall’altra parte a stupire è il livello basso di altre figure professionali.

I dipendenti inquadrati come senior professional percepiscono uno stipendio medio in Italia di appena 69 mila dollari annui contro gli 89 mila medi dell’area Ocse. Appena un po’ meglio della media va per gli impiegati generici che in Italia si piazzano a circa 56 mila dollari annui contro una media di 50 mila.

Riflettori puntati su 149 persone

Ma a guadagnarsi gli onori della cronaca sono i 149 italiani che incassano un reddito medio di circa 650 mila dollari annui contro una media di circa 250 mila. Un dato che appare evidentemente assurdo tanto da far passare in secondo piano le circa 1600 persone classificate come management intermedio che godono comunque di retribuzioni superiori alla media, 176 mila dollari annui contro 126mila.

Un dato su cui riflettere

Il dato su cui riflettere maggiormente resta però quello relativo alla distribuzione che hanno avuto le posizioni retributive dei dipendenti pubblici italiani. Circa 90mila dipendenti rientranti nello studio hanno retribuzioni appena superiori alla media o decisamente inferiori alla media mentre 1600 manager hanno retribuzioni ben superiori alla media e 149 godono invece di retribuzioni stellari; una distribuzione da rivedere decisamente.

 

 

 

 

 

 

 

 

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