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Governo a rischio. E Letta alza i toni

ROMA – Un colpo basso di Olli Rhen. È questo uno dei primi commenti circolati negli ambienti del governo a fronte della valutazione negativa espressa dalla Commissione europea sulla legge  di Stabilità: il debito è troppo alto, c’il rischio che non vengano rispettati gli obiettivi del Patto di stabilità.

Era stato il commissario Rhen quando ha avuto fra le mani il testo della legge messo a punto dal governo ad esprimere una prima valutazione , se non proprio positiva,perlomeno di significativa apertura con la possibilità di utilizzare qualche spazio per fare investimenti da non conteggiare entro quel 3 %, la soglia  insuperabile. Si tratta di tre miliardi sui quali il governo aveva fatto conto. Ora arriva il colpo basso,la marcia indietro che mette Enrico Letta e il suo governo in grande difficoltà. Reagisce a brutto muso,alza i toni, fa la voce grossa.

Di troppa austerità L’Europa muove

“Di troppa austerità l’Europa  muore- dice- troppo rigore soffocherebbe la possibilità di ripresa “. Il ministro Saccomanni invita Rhen a leggere bene la legge, perché siamo dentro i vincoli europei. 

Poche parole, ma significative, che chiamano in causa la politica economica della Unione europea. Il premier sa bene che una botta così può far affondare la navicella, già in balia di forti venti. Ne indiciamo alcuni,i più pericolosi. Berlusconi sembra aver deciso di mettere la parola fine a una stucchevole  telenovela che va avanti da ormai molti mesi. Se il Senato vota la sua decadenza,la data fatidica ora è il 27 di questo mese, il pregiudicato è intenzionato a far cadere il governo,perlomeno a ritirare la fiducia e i ministri. Riunioni su riunioni, Palazzo Grazioli  è il luogo dove si sta consumando il  delitto.Il Consiglio nazionale non conta assolutamente niente,sarà solo una passerella agli ordini del cavaliere,gli porteranno come dono il ritorno di Forza Italia,gli renderanno omaggio come a un sultano. Non è previsto dibattito, confronto,interventi.

Le ultime mosse del pregiudicato contro gli innovatori 

L’ultima parola del pregiudicato è “ o con me o contro di me, se ne vada chi non condivide i valori di Forza Italia”.  Ha anche inviato una lettera ai parlamentari in cui ribadisce che lui vuole l’unità e indica la missione, i valori appunto, di Forza Italia.” Noi dobbiamo costruire un paese- scrive il pregiudicato- dove non ci siano giudici che usino i loro poteri per eliminare gli avversari politici”.  L’Italia può crollare,finire nel baratro, impoverirsi, non uscire dalla recessione,i giovani rimanere disoccupati, i poveri essere sempre di più. A lui non interessa niente. Il governo ? Nella lettera non se ne parla e questo è il punto di scontro che divide falchi e colombe. Gli alfaniani con i ministri si preparano a creare gruppi autonomi al Senato e alla Camera. Letta potrebbe avere i voti necessari per sopravvivere. A Palazzo Madama sono indispensabili. Allo stato tutto è possibile. Nel frattempo c’è la legge di stabilità che che deve andare avanti, occorrono  cambiamenti significativi per quanto riguarda la lotta alla disoccupazione,il lavoro ai giovani, il sostegno ai redditi  dei lavoratori e dei pensionati, alle imprese, interventi certi per gli esodati, i cassa integrati. 

Cgil, Cisl,Uil: “ Il Paese è allo stremo”

Anche ieri si sono svolte manifestazioni in numerose città con gli scioperi regionali proclamati da Cgil, Cisl, Uil. “ Il Paese è allo stremo”, uno slogan che è risuonato nei comizi, una realtà  confermata ogni giorno dai numeri dell’economia, siamo ancora in recessione,la ripresa è una aspirazione. In piazza sono tornati anche gli studenti.

Il governo non può far finta di niente. Ma il pregiudicato da una parte, la Commissione europea dall’altra, non creano certo il clima più adatto per un sereno confronto fra le forze politiche,il governo, che guardi al bene del Paese. Se non  bastasse torna in primo piano il “ caso” Cancellieri. Non solo perché il giorno 20 alla Camera si discute la mozione di sfiducia nel confronti della ministra presentata da M5S. Ma quanto è emerso in questi giorni in relazione alle telefonate che sono intercorse fra Cancellieri e la famiglia Ligresti che sono tante, troppe per parlare di gesti umanitari .Letta ha blindato nuovamente la ministra, ma le novità vengono dalle prese di posizione di candidati alla segreteria del Pd, come Civati e Cuperlo, che ai aggiungono a quella di Renzi, inviti espliciti perché Cancellieri si dimetta.

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