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Tifone Haiyan, ONU: sono 4.500 le vittime, mentre gli aiuti tardano ad arrivare

ROMA – Ad una settimana di distanza dal passaggio del tifone Haiyan sull’arcipelago delle Filippine, il bilancio delle vittime sale vertiginosamente e la macchina degli aiuti umanitari si mette in moto, non senza difficoltà.

Arrivano oggi i primi dati dell’ONU che aggiorna il suo bolettino a 4.460 vittime ma ne stima almeno 10.000, in netto disaccordo il presidente filippino Benigno Aquino e il governo che invece parla di 3.621 morti accertate, ben 800 in meno rispetto ai numeri delle Nazioni Unite.
Valerie Amos, responsabile delle operazioni umanitarie dell’ONU, che ha visitato in queste ore le aree più colpite dichiara: “Ho la sensazione che abbiamo abbandonato le persone, perché non siamo stati capaci di arrivare più rapidamente”.
La macchina degli aiuti internazionali si è messa in moto, ma sta trovando diverse difficoltà, dall’organizzazione ai trasporti che al momento risultano praticamente impossibili verso le zone devastate dal tifone.
Gli USA hanno messo in campo la portaerei “George Washington”, altre sette imbarcazioni ed oltre 5.000 marines che in queste ore grazie ai 21 elicotteri stanno acqua e cibo all’aeroporto di Tacloban.
Intanto, mentre Obama annuncia l’arrivo di nuovi soccorsi, la Gran Bretagna ha stanziato 20 milioni di sterline e ordinato l’invio della “Illustrios”, l’imbarcazione più grande della Royal Navy.
Si muove anche l’Italia con il primo carico di materiale in partenza da Dubai, mentre oggi alla Farnesina il viceministro degli Esteri Pistelli presiederà il tavolo di coordinamento degli aiuti, stanziando 1,3 milioni di euro d’internventi.
Nelle Filippine sono arrivati anche gli uomini dell’unità di crisi del Ministero degli Esteri, guidati da alcuni militari del COI (Comando Operativo Vertice Interforze) che assisteranno i connazionali presenti sull’isola e cercheranno di rintracciare i quattro italiani di cui non si hanno ancora notizie.
Difficoltà anche per la Croce Rossa, il responsabile Richard Gordon ha fatto sapere che un cargo, con alimenti per 25.000 persone, diretto a Tacloban è stato bloccato a causa della difficoltà nei trasporti, ma nelle prossime ore si tenterà una nuova strategia per consegnare questi viveri alla popolazione.

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