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Genova, Grillo, Santoro, Travaglio e Emiliano

ROMA – “All’ultimo sangue”  ha gridato Grillo incitando i tranvieri genovesi a continuare la lotta, eliminando i sindacati, paralizzando non solo la città e poi la Liguria e poi ancora l’Italia. A lui del trasporto pubblico,delle privatizzazioni, dei posti di lavoro, non interessa niente.

Ma ha la capacità,il fiuto,ma non ce ne vuole tanto, per capire quando la situazione si fa rovente, si può giocare con la rabbia dei cittadini,l’esasperazione dei lavoratori. Sempre più in vista delle elezioni europee giocherà la carta dello sfascio in combutta con i movimenti di destra, populisti,nazionalisti, troverà un prezioso alleato negli “ estremisti” di Forza Italia, così li definisce Alfano. 

Nei talk show sfascia carrozze al lavoro

Verrà “lanciato”, di fatto è già ben posizionato insieme ad altri sfascia carrozze che conducono disgustosi talk show televisivi.  Hanno un solo obiettivo, dimostrare che il Paese è marcio, che tutti i partiti fanno schifo come ha gridato  Michele Santoro, nella sua invettiva contro Gianni Cuperlo, “ reo “ di aver osato affermare che si trattava di una generalizzazione,inaccettabile, che senza i partiti,la democrazia non vive, che si offendevano milioni e milioni di cittadini che per i partiti vanno a votare, che non si doveva sottovalutare il fenomeno della disaffezione,che i partiti dovevano rinnovarsi, cambiare, ricercare,sollecitare la partecipazione

Disgustosi attacchi contro Gianni Cuperlo

Contro il candidato alla segreteria del Pd,quello che se la gioca con Renzi,ormai idolo dei mass media e dei loro padroni, sia Santoro che Travaglio,il predicatore, si sono lanciati in un attacco durissimo, ai limiti, forse già oltre,  di un confronto civile. Del resto proprio da figure, meglio figuri, dello stesso partito di Cuperlo arrivano a lui staffilate degne di miglior causa. Sentite quanto dice il sindaco di Bari, tal Michele Emiliano, quello che vuoleeliminare l’iscrizione al Pd da parte dei cittadini, riferito a Cuperlo: “ Sono disgustosi quelli che votano, un uomo in letargo da venti anni ( leggi D’Alema ndr), solo per obbedire al” padrone” decaduto dal partito. Se mai fosse segretario non avrebbe alcuna autonomia da D’Alema”. Se c’è qualcosa di disgustoso sono proprio queste parole.

Le minacce del pregiudicato e della banda bassotti

Se poi aggiungiamo le minacce del pregiudicato e dei soci della “banda bassotti”, dei falchi e delle amazzoni, un po’incartapecorite malgrado le mani di chirurghi plastici, il bicchiere è colmo, di veleni. Genova, cinque giorni di scioperi duri, fuori da ogni regola, una città messa in ginocchio, la popolazione che,malgrado i disagi, si schiera con chi blocca i mezzi di trasporto, cortei,manifestazioni,quasi una lotta di disperati con Grillo che  ha buon gioco,è un segnale di allarme, forte. Infine si èp arrivato ad un accordo approvato a larga maggioranza dai lavoratori, ma con tensioni che permangono e dividono. 

La protesta dei tranvieri  genovesi fra esasperazione e rabbia

Le forze democratiche, il Pd,in primo luogo , hanno l’obbligo di andare a fondo dei motivi di una protesta  ai limiti dell’esasperazione come quella di Genova., E’ apparso ai cittadini e ai lavoratori dei trasporti che per far fronte ad un bilancio fallimentare le istituzioni genovesi puntassero alla privatizzazione di un settore vitale, un bene pubblico . Sarà bene ricordare che un referendum si  è pronunciato  sui beni pubblici essenziali e che anche nel centrosinistra c’è chi si è dimenticato del voto di milioni di italiani. Ma c’è un altro dato. Se è‘ vero che il costo del trasporto è coperto dal  biglietto solo per il 35% quale mai privato si assumerà l’accollo del debito. E’ chiaro che a copertura di un servizio  essenziale deve comunque intervenire il contributo pubblico . E qui la partita si chiude. Aggiungiamo che se è vero che le privatizzazioni,in settori non strategici, non essenziali, non possono essere un tabù,non devono  essere ne un regalo  ne operazioni di fatto in rimessa.

Dal governo privatizzazioni a cuor leggero

Troppo a cuor leggero,per esempio, vengono annunciate dal governo privatizzazioni, lineari possiamo chiamarle, senza distinzione fra aziende e aziende. Ccade che si incappi anche in infortuni,come per il 3% di quote parte dell’Eni. Dice il senatorePd,MassimoMuchetti, presidente della Commissione Industria del Senato che l’operazione comporterebbe una spesa per l’Eni di sei miliardi per mettere al sicuro le sue quote. Alla fine del giro, buyback in gergo economico, nelle casse dello Stato entrerebbero solo due miliardi costati ben sei.

Cofferati. Il limite fra giusta protesta e diritti dei cittadini

Infine, sempre da Genova viene un allarme sulle forme di lotta. Dice Sergio Cofferati ricordano la solidarietà espressa dalla popolazione che questo filo “si può rompere da un momento all’altro se viene oltrepassato il limite tra la giusta protesta e la scarsa considerazione dei diritti dei cittadini. Quando si tratta di servizi pubblici  essenziali il confine è molto sottile”. Poi parla  della necessità di individuare altre forme di lotta, del ruolo insostituibile del sindacato nell’organizzazione della protesta, della lotta. 

. “I sindacati- sottolinea Cofferati con chiaro riferimento alle strumentalizzazioni  di Grillo- difendano il perimetro della vertenza da tutto ciò che possa cambiarne la natura”. C’è se cosi può dire, una scuola, una lezione che viene da lontano, dai tempi di Di Vittorio che fa parte del dna della Cgil in particolare, che non può andare dispersa.

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