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Putin scende in Italia. Firmati oltre venti accordi commerciali con la Russia

ROMA – Il presidente russo Vladimir Putin torna in Italia dopo sette anni e lo fa con un corteo di 50 macchine, 5 aerei e 11 ministri: questo presuppone che la sua visita sarà certamente destinata a lasciare il segno nelle relazioni tra i due paesi.

Ieri l’incontro ufficiale tra il presidente Russo e Papa Francesco, incontro che avviene dopo mesi di intensi contatti fra Mosca e la Santa Sede. Nei giorni cruciali del G20 a San Pietroburgo, Papa Francesco fece giungere al presidente russo un messaggio affinché intervenisse sui fatti accaduti in Siria. Oggi, nonostante l’ipotesi dell’attacco appaia lontana, per Mosca e la Santa Sede, come ha peraltro ribadito da piazza San Pietro il Pontefice nella sua omelia a conclusione dell’Anno per la Fede, rimane centrale l’appello affinché i cristiani possano vivere in pace soprattutto in Siria e in Terra Santa. Ed è stato proprio questo l’argomento centrale dell’incontro tra il leader russo e Bergoglio durato circa 35 minuti: la volontà del perseguimento della pace in Siria, con più attenzione «sull’urgenza di far cessare le violenze» e di «favorire iniziative concrete per una soluzione pacifica del conflitto», come ha riferito una nota della Santa Sede.

Putin si è dunque presentato nella nuova veste internazionale di «leader anti-conflitti». Dopo l’udienza in Vaticano, Putin si è concesso un incontro di almeno 40 minuti con Prodi, amico di lungo corso, per poi andare al Quirinale per incontrare Napolitano. Infine, nonostante le ore contate, Putin non ha rinunciato a concludere la permanenza romana con una cena a Palazzo Grazioli dall’amico Silvio Berlusconi che ha dovuto anche smentire le voci circolate nei giorni scorsi su alcuni quotidiani su una presunta “consegna”, da parte di Putin, del passaporto diplomatico russo per restituire all’ex premier piena libertà di movimento: “È un’ipotesi che non ho mai considerato, desidero che la mia innocenza venga fuori a tutto tondo, io sono italiano al cento per cento e non prevedo scappatoie straniere” ha ribadito Berlusconi. Non sono mancati, durante la visita a Roma del leader, decine di manifestanti che, sia davanti al Quirinale, sia all’ingresso dell’albergo che lo ospita, hanno rivendicato a gran voce i diritti delle donne proprio nella Giornata Mondiale contro il femminicidio. E non solo: contro Putin sono scesi in piazza anche gli attivisti di Greenpeace, che hanno chiesto la liberazione dei membri dell’equipaggio dell’Artic Sunrise. Dopo i tanti incontri di ieri a Roma, oggi Putin è andato a Trieste per l’incontro con il premier Enrico Letta per il vertice intergovernativo italo-russo dove sono stati firmati una ventina di accordi commerciali, con in prima fila Unicredit, Eni, Enel, Fincantieri, Mediobanca e Poste Italiane, solo per citarne alcune. Secondo il presidente del consiglio l’obiettivo da perseguire con la Russia è quello di una “crescita del partenariato, ora vicina al 25% in più in termini di volumi. Ma noi vogliamo che l’anno prossimo sia maggiore”. “Ci lasciamo con molti impegni da implementare, gli accordi firmati devono diventare fatti che servono per le Pmi, le grandi imprese, per far crescere i posti lavoro in tutti settori in cui abbiamo deciso di cooperare”, dice ancora Letta che poi spiega di aver espresso a Putin “le priorità dell’Italia per la presidenza italiana dell’Unione europea. Lavoreremo su tanti fronti, sul dialogo politico, sul rafforzamento del dialogo con l’opportunità di affrontare la questione dei diritti fondamentali particolarmente sentita dalle nostre società civili”. Quella di Putin in Italia rimarrà nella storia una visita da ricordare, sia per la valenza politica che assume su più fronti, sia per gli interessi economici che sono in gioco, a cominciare da quelli energetici. Da qualunque angolatura lo si guardi, i due giorni in Italia di Vladimir Putin sono destinati a segnare il futuro delle relazioni bilaterali tra Mosca e Roma.  

 

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