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Per sei famiglie su dieci va peggio. Ma Confindustria sparge ottimismo

ROMA – A prevedere un Natale di basso profilo per il nostro Paese sono Coldiretti e Confcommercio che hanno fatto piovere una serie di dati pessimi su spese e consumi nel nostro Paese in vista delle ormai prossime festività natalizie. Dati che confermano l’allarme del Codacons

Coldiretti. 6 italiani su 10 ridurranno gli acquisti

Da una parte la peggiorata situazione economica, dall’altra il perdurante pessimismo sul futuro. Il risultato che la crisi continua a mordere. Secondo una inchiesta di Coldiretti sulla base della ‘Christmas survey 2013’ il 58% degli italiani ritengono di avere minore potere di acquisto rispetto allo scorso anno, e a sancire che il peggio potrebbe non essere passato ci pensa il 56% degli italiani che, sempre secondo la stessa analisi, ritiene che la situazione economica peggiorerà. In europa la pensano allo stesso modo il 41% dei consumatori.

Il risultato finale sarà comunque un taglio del 5% nelle spese previste per le festività di fine anno ed il maggior orientamento verso regali utili. 

Secondo Coldiretti la spesa media per regalo è di circa 36 euro e si afferma la tendenza verso il calo degli acquisti di abbigliamento, tecnologie e divertimenti. Salvi i consumi alimentari e i viaggi

Confcommercio. Dati ancora peggiori. 7 famiglie su 10 vedono un Natale dimesso

Secondo un’indagine dell’Ufficio studi della Confcommercio diffuso oggi ci aspettano feste all’insegna dell’austerità, con consumi in netto calo. L’associazione dei commercianti rende noto che ben il 69,3% delle famiglie italiane prevede un Natale “molto dimesso”, una quota elevatissima che preoccupa ancor più confrontando il dato con quello del 2009 quando erano la metà, 33,7%.

Per il direttore del Centro studi Mariano Bella il 70% del campione intervistato risponde che “certamente” non si tratterà dell’ultimo Natale di crisi.

Per Confcommercio, alla luce del fatto che reddito e consumi sono in flessione, con i primi ai livelli del 1986 e i secondi ai livelli del 1997-98, il risparmio è a livello molto basso e la pressione fiscale resterà fino al 2016 “ancorata al 43%”, il Natale sarà di ristrettezze, nonostante un lievissimo aumento delle tredicesime.

 

Confcommercio. 40 miliardi di tredicesime non basteranno

Secondo i calcoli della Confcommercio, le tredicesime nette ammonteranno a 39,7 miliardi, con un lieve aumento sullo scorso anno, più 0,7%, e la quota disponibile per i consumi passerà da 30,4 a 31,4 miliardi. 

E di fronte a questo Natale austero “ma non di resa” il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli sottolinea come vi siano “indicazioni negative e positive” e che “nonostante tutto le famiglie credono nella tradizionale cultura del regalo”. L’orientamento degli italiani per l’albero, sempre secondo Confcommercio, è di mettere sempre più tecnologia e meno alimentare, vestiario, calzature e vini. 

 

Codacons. Famiglie senza soldi. Giù i consumi. Liberalizzare i saldi

Preoccupate le associazioni dei consumatori con il Codacons che, riprendendo lo studio pubblicato da Confcommercio ha fatto notare come questo ”conferma in pieno l’allarme lanciato pochi giorni fa dal Codacons: le feste natalizie 2013 saranno all’insegna dell’austerity per le famiglie italiane, che continuano a subire gli effetti della crisi economica”. 

Per i consumatori “Oramai le famiglie non hanno più soldi da destinare alle festività di Natale, e i consumi faranno segnare un -7,5% rispetto allo scorso anno. La riduzione delle spese natalizie e’ un trend consolidato negli ultimi anni, che può essere interrotto solo con misure concretamente in grado di far ripartire i consumi. Per questo è indispensabile liberalizzare i saldi, consentendo ai commercianti di scontare la merce prima delle festività, in modo da incrementare le vendite e permettere ai consumatori acquisti che altrimenti, a causa dei budget ridotti e dei tagli di spesa, non potrebbero permettersi”. 

 

 

 

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