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Europa orientale messa in ginocchio dalla perfetta Xaver

ROMA – Xaver, questo è il nome della tempesta definita “perfetta” che sta mettendo in ginocchio le popolazioni dell’ Europa orientale, passando dalla Polonia alla Gran Bretagna senza pietà per nessuno.

Raffiche di vento fino a centosettanta chilometri orari, inondazioni e abbondanti nevicate fino a basse quote hanno messo a dura prova le misure precauzionali dell’ Europa del nord, le quali però predisponendo in tempo massicce misure di prevenzione hanno evitato il peggio. Scuole e pubblici uffici chiusi, evacuazioni dalle case costruite sugli argini dei fiumi a rischio inondazione, sacchi di sabbia e l’invito da parte di tutte le autorità a non uscire di casa per nessun motivo, hanno evitato la strage che accadde nel 1953 nei Paesi Bassi, dove una tempesta con caratteristiche simili alla Xaver distrusse il paese e provocò migliaia di morti. Per ora il numero delle vittime è arrivato a quota dodici, tutte a causa delle forti raffiche di vento che hanno sradicato alberi e ribaltato macchine e camion provocando gravi incidenti mortali. Nonostante siano passate ormai molte ore la tempesta non accenna a diminuire, e dirige la sua furia verso i paesi della Gran Bretagna, dove il primo ministro David Cameron ha già indetto due riunioni del comitato per le emergenze e delle autorità ambientali, per esaminare insieme le modalità di prevenzione più utili per il paese. La forte collaborazione delle alte cariche dello stato, dei servizi dei corpi speciali, polizia e vigili del fuoco, e non ultima quella dei cittadini, non ha potuto bloccare l’inevitabile. Migliaia le persone costrette a lasciare le proprie case in balia della furia delle acque, e altrettante rimaste senza corrente elettrica. Disagi anche per i trasposti pubblici, non solo locali, infatti la tempesta ha provocato rallentamenti e blocchi nel traffico ferroviario, a causa di deragliamenti e di alberi spezzati dal vento e caduti sui binari, e del traffico navale. Anche i trasporti aerei sono paralizzati, e non sono previsti nuovi voli fino al miglioramento delle condizioni climatiche. Gli esperti parlano della tempesta più violenta degli ultimi cinquanta anni, che in alcune città potrebbe provocare inondazioni come non se ne vedono da più di sessanta di anni. La cittadina più a rischio è quella di Bruges, conosciuta anche come “ La Venezia del Nord “ per le sue caratteristiche geo-fisiche simili alla città italiana. Diventata patrimonio dell’ UNESCO nel 2000, grazie al suo bellissimo centro storico medievale, la cittadina del Belgio potrebbe essere completamente rasa al suolo dall’esondazione delle sue dighe. Infatti esse sono collegate con il mare, quello stesso mare che combinando il normale innalzamento della marea alle forte raffiche di vento potrebbe arrivare fino ai 6 metri, superando tutte le soglie d’ allarme fissate per le città circostanti. Le persone ormai non possono che affidarsi ai consigli degli esperti meteo e alla speranza di un improvvisa fine della tempesta, che seppur perfetta ha distrutto la vita di molti.

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