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Renzi sceglie una squadra di quarantenni

In prevalenza donne e già si apre un fronte polemico per le scelte che ‘premiano’ Civati e Veltroni

 

ROMA – Matteo Renzi, dopo la vittoria stratosferica delle Primarie, ha immediatamente dato il disco verde alla sua rivoluzione nel Pd. Già nel pomeriggio di lunedì ha presentato la sua squadra. Tutti quarantenni e che inevitabilmente porteranno nel partito delle polemiche. Renzi, infatti, ha dato spazio nel suo staff di Segreteria ad esponenti di spicco della sua area, naturalmente, vista l’entità del risultato ottenuto, a giusto titolo. Ma al tempo stesso ha aperto un ponte con Civati e Veltroni. Alcuni dei componenti della nuova Segreteria, sono infatti più che vicini a Civati ed allo stesso Veltroni. Filippo Taddei, professore universitario è stato il coordinatore bolognese della Mozione Civati, mentre non è un mistero che l’Onorevole Marianna Madia, sia uno degli elementi di spicco nel Pd ed il suo riferimento, sin dalla sua prima elezione, è stato proprio Veltroni, che in quella occasione correva per la Premiership, poi sconfitto da Silvio Berlusconi. La presentazione di nuovi volti, tutti per altro giovanissimi, è stata fatta nel corso di una affollatissima conferenza stampa al Nazareno: dodici persone: cinque uomini e sette donne. Insieme a Matteo Renzi il segretario democratico uscente Guglielmo Epifani che ha fornito i dati ufficiali sull’affluenza di domenica. “La cifra finale si avvicinerà ai 2 milioni e 900mila votanti, dato in parte inimmaginabile in queste dimensioni”. Poi la palla è passata al Sindaco di Firenze e nuovo Segretario del partito: “Fare il segretario è un grandissimo onore e responsabilità”, ha detto Renzi, assicurando che “l’unità del partito non è a rischio. Cercheremo di farlo nel modo migliore sapendo che il momento è difficile e che prima dell’ambizione personale c’è la necessità di dare segnali immediati. Non c’è un minuto solo da perdere. Tra i primi punti in agenda c’è la riforma della legge elettorale che ”per il Pd è una priorità”. “Il paese deve uscire dalla logica del rinvio”, aggiunge spiegando che c’è l’esigenza di dare il segno di un cambio di passo. “C’è un’urgenza. Fuori di qui ci sono cittadini che ci chiedono di cambiare immediatamente passo. Abbiamo bisogno di dare segnali chiari e mi piacerebbe che questo senso d’urgenza fosse diviso. Incontrerò i gruppi e poi ci sarà l’assemblea, saranno i primi luoghi di condivisione. Domani ci sarà un primo appuntamento di conoscenza, non sono preoccupato di tensioni con i gruppi, non c’è una imposizione mia per costringere tutti a fare le cose che piacciano a me”.

Ma vediamo ne dettaglio i nomi che affiancheranno il neo Segretario nella sua avventura politica, che oltre alla leadership nel Pd, potrebbe portare anche alla Premiership. All’organizzazione Luca Lotti mentre Lorenzo Guerini sarà il portavoce. In squadra anche Debora Serracchiani alle infrastrutture, Stefano Bonaccini agli enti locali, Filippo Taddei all’economia, Davide Faraone al Welfare e scuola, Francesco Nicodemo alla comunicazione, Maria Elena Boschi alle Riforme, Marianna Madia al lavoro, Federica Mogherini all’Europa, Chiara Braga all’ambiente, Pina Picierno alla legalita’ e sud, Alessia Morani alla giustizia. Dopo la presentazione della sua squadra, il neo segretario del Pd, ha fatto rotta su Palazzo Chigi per incontrare il Presidente del Consiglio Enrico Letta. Un lungo incontro, vista l’agenda fittissima del Premier, durato oltre un’ora e mezza. Alla fine bocche quasi cucite, visto che Renzi, è uscito da una porta secondaria del Palazzo di Governo e Letta si è limitato a postare su twitter una stringatissima dichiarazione comune: “ Un incontro lungo, positivo, fruttuoso che conferma il nostro comune impegno. Lavoreremo bene insieme”.

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