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Per Saccomanni la recessione sta per finire. Ottimismo da Istat e Ocse

BRUXELLES – “L’Istat certifica lo stop della recessione. In ripresa import, export e produzione industriale. Ancora molta strada da fare ma la direzione è giusta”: così il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni scrive su twitter relativamente alla situazione italiana.

Diminuisce la caduta del Pil ( Prodotto Interno Lordo) e nel terzo trimestre dell’anno è stata registrata una crescita «zero». Ossia, l’economia non è cresciuta ma nemmeno si è verificato un calo. Questo è la prima volta che accade dal terzo trimestre del 2011. L’Istat ha inoltre certificato che su base annua, rispetto al III trimestre del 2012, il Pil è calato dell’1,8%. Secondo i dati Istat, si parla di un leggero miglioramento rispetto alle stime preliminari, -0,1% congiunturale e -1,9% tendenziale. Resta negativa la variazione annua nonostante migliora a -1,8%. Questi dati inducono il Governo all’ottimismo anche se altri osservatori mostrano molta prudenza. Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi afferma che “la discesa sembra attenuarsi ma non possiamo dire che siamo fuori dalla crisi. Su base annuale siamo ancora sotto”. Anche secondo Confesercenti, “i dati dell’Istat illustrano una situazione economica che sta passando dalla fase recessiva a quella della crescita zero. Ciò vuol dire che la ripresa è ancora lontana, soprattutto per quello che riguarda i consumi – ancora in calo – e la disoccupazione, che è destinata a crescere ancora”.

Per il Codacons, “la dura realtà è che l’Italia è, di fatto, l’unico paese dell’area Ocse ancora in recessione e non sarà certo la misera crescita prevista per il 2014 o un miglioramento dello 0,1 rispetto alle stime preliminari sul Pil a risolvere i problemi di una disoccupazione record e delle famiglie ridotte sul lastrico”.  Il Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni da parte sua evidenzia che “nel terzo trimestre si arresta la caduta del Pil, nel quarto potrebbe tornare a crescere interrompendo la recessione, nel quarto trimestre l’andamento del Pil sarà positivo. Con la ripartenza delle imprese, potranno finalmente arrivare miglioramenti per l’occupazione”. Intanto però l’Ocse ( l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico ) fa sapere che il tasso di disoccupazione in Italia è al 12,5%, a fronte di una media Ue del 10,9%, e che tra i giovani è salito al 41,2%  ad ottobre, in decisa crescita rispetto al 40,5% di settembre. Tutto questo mentre proprio oggi Save the Children, organizzazione non governativa, denuncia che in Italia un minore su dieci è povero e la totalità è salita a circa un milione di bambini. Il fenomeno è esploso negli ultimi 5 anni durante i quali i minori che non possono usufruire dei beni primari sono raddoppiati. Lo stato di povertà dei minori italiani evidenzia un forte incremento al nord e al centro mentre il sud, già povero da tempo, l’aumento è percentualmente minore, ma proprio al sud risiede circa la metà dei bambini poveri italiani. Save the Children spiega che per misurare la povertà ha considerato come unità di misura una coppia con un bambino fino a 3anni il quale reddito è inferiore a 1.252 euro se risiede al nord e di 880 euro nei comuni meridionali.

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