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Le sue vittime dovevano essere come Barbie, altrimenti partivano violenze disumane

LUCCA – Quattro ragazze, nel corso di tre anni e mezzo, sono finite nella rete di un ragazzo tra i 25 e i 30 anni. Una sorta di ‘persecutore seriale, che le ha dapprima corteggiate, fatte innamorare e poi ha iniziato a volerle trasformare nel suo  ideale, molto simile alla bambola Barbie.

Faceva loro tingere i capelli di colore biondo (se non li avevano già), le allontanava dalla famiglia parlando male dei genitori e acuendo quei normali dissidi che possono esistere nelle famiglie, fino a picchiarle, tagliare i vestiti in loro possesso, se non corrispondevano ai suoi canoni, abusarne sessualmente, picchiarle in maniera selvaggia e, se il peso non corrispondeva a quello che per lui era ideale, a farle vomitare in maniera forzata. 

 

Abusi fisici, dunque, ma anche e forse soprattutto abusi psicologici: il giovane riusciva a creare nelle vittime una sorta di dipendenza psicologica per la quale le ragazze, sebbene maltrattate, non si staccavano da lui, ma anzi lo ricercavano. Il primo caso è venuto fuori nel 2010, ma, in mancanza di una querela di parte, i carabinieri si sono trovati con le mani legate. Quando, però, è venuto fuori il secondo caso, sono riusciti a ottenere la testimonianza anche della seconda ragazza e, poi, di una terza, in modo da avere un quadro completo della situazione da sottoporre al magistrato. Quando la situazione sembrava oramai chiarita e l’uomo era stato allontanato da Lucca, è stato incrociato da un carabinieri di quelli che aveva indagato sulla vicenda al pronto soccorso con un’altra ragazza, una minorenne questa volta, che diceva di avere problemi di stomaco. Immediatamente i militari dell’Arma hanno compreso di essere di fronte alla quarta vittima e sono riusciti a farsi raccontare la storia e, per il giovane ‘persecutore seriale si sono spalancate le porte del carcere. 

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