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Forconi, la protesta continua: Chi è l’Italia?

 

ROMA – Sale la tensione nella capitale. Settimo giorno consecutivo di protesta al presidio del movimento dei Forconi. Annunciata per mercoledì 18 dicembre in piazza del Popolo, non ci sarà nessuna marcia su Roma, solo una grande manifestazione “statica”.

I Principali leader tra cui Mariano Ferro e Amedeo Chiavegato, in una nota dal web, si distaccano da un altro dei portavoce dei Forconi, Danilo Calvani . «Temiamo che possano esserci degli ‘infiltrati’ e che la manifestazione da pacifica si trasformi in qualcosa di lontano dalle nostre intenzioni» queste le dichiarazioni di Ferro, ma «nessuno, da parte delle Istituzioni – ha aggiunto – ci ha dato delle risposte o ha chiesto di parlarci».
Radicali le richieste del movimento. La “linea” è stata lanciata da Renzo Erbisti, presidente dell’“Azione nel trasporto italiano”: «Vogliamo nuove elezioni e che la classe politica vada a casa e non si ripresenti».
“A piazza del Popolo in questo periodo natalizio non è opportuno un accampamento di manifestanti a oltranza”. Continua, il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro “presidio ad oltranza sarebbe possibile, su altre piazze dove in genere si svolgono varie manifestazioni”. « Vogliamo vederci un po’ più chiaro: domani ne parlerò con il Comune, che decide in tema di occupazione del suolo pubblico». Intanto indignazione generale per le affermazioni del portavoce del movimento dei Forconi, Andrea Zunino, fatte in un’intervista. Zunino aveva dichiarato che l’Italia sarebbe «schiava dei banchieri ebrei». «Frasi antisemite vergognose». Commenta ,così, il premier Enrico Letta, che non è il solo a sentirsi in “ dovere” d’intervenire. Il presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna, ha parlato di «affermazioni deliranti». E il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici le ha definite parole che «hanno portato alla catastrofe e alla morte di milioni di cittadini».

“Saremo durissimi con chi attacca gli agenti e minaccia i cittadini”

Risponde il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, alle minacce ai funzionari e al presidente stesso di Equitalia, Attilio Befera. Nella tarda serata, il ministro ha convocato un vertice al Viminale con i responsabili delle Forze dell’ordine per fare il punto sulle proteste in corso e su quelle annunciate. Presente alla prima parte della riunione anche Befera sono state esaminate le minacce informatiche. Alcuni gruppi appartenenti al movimento la ”Giusta forca” invia mail con nomi e cognomi di alcuni funzionari pubblici – di Agenzia delle entrate ed Equitalia – invitando i propri adepti “a colpirli per restituire giustizia al popolo”. 
Alfano ha definito le proteste “una deriva ribellistica genericamente indirizzata contro istituzioni nazionali ed europee a cui non farebbero mancare il proprio sostegno le organizzazioni antagoniste”. Arturo Esposito, direttore dell’Aisi, l’agenzia informazioni e sicurezza interna dei Servizi segreti italiani, ha dichiarato “Quello dei forconi è un movimento senza una regia unica, i servizi segreti manterranno un elevato livello di attenzione”.
Differente è l’approccio suggerito da Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino. «C’è uno stacco notevole» tra la politica e la gente «la protesta non deve essere sottovalutata è figlia della crisi» e parte da aree del Paese che non si sentono rappresentate. La protesta dei Forconi, dice monsignor Nosiglia «va contrastata con l’attenzione, per le piccole aziende e i commercianti, invece, vedo una sorta di “si salvi chi può”».  

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