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Ue. Arriva l’Unione bancaria, ma viene declassata e perde la tripla A

ROMA –  Il tempismo con cui le società di rating operano i temuti tagli al rating dei debiti è stato spesso oggetto di discussioni e talvolta di vibrate proteste. 

Non si sottrae alla regola il taglio operato da Standard & Poor’s sul rating della Ue che viene abbassato ed abbandona la tripla A per atterrare su AA+. Taglio che arriva all’alba di un importante accordo sulla unione bancaria ed a fronte di prestiti emessi dalla UE in misura assolutamente limitata. 

A rischio la coesione della Unione europea

Le motivazioni addotte da S&P includono il peggioramento della solvibilità dei Paesi del blocco e le tensioni in materia di negoziazioni sul bilancio. L’agenzia precisa comunque, in un comunicato, che l’outlook e’ “stabile” e che il downgrade della Ue non influenza i rating dei singoli Stati membri. L’aspetto più impattante secondo l’Agenzia sono le difficoltà nelle “negoziazioni in materia di bilancio tra i Paesi membri” mentre si segnalano crescenti rischi nelle relazioni di alcuni Paesi membri nei confronti dell’Ue. Per gli uomini di Standard & Poor’s un altro rischio è dato dalla “coesione” tra gli Stati che e’ diminuita, un effetto collaterale dell’emergere di forze e di sentimenti anti europeisti in coincidenza della crisi.

L’agenzia di rating, che aveva outlook negativo sul rating dell’Unione europea da gennaio dello scorso anno, ha portato dopo il taglio l’outlook a stabile e non sarebbe quindi prevedibile un ulteriore downgrade a breve.

Letta. Non sottovalutare il taglio del rating.  Tempistica non  casuale

Commenta  il premier Letta ”Non va sottovalutato il declassamento da parte di Standard & Poor’s del bilancio Ue” che ha poi aggiunto che ”è la dimostrazione che la transizione non è finita e l’Unione e l’euro sono sotto osservazione”. Ma se da una parte Letta suggerisce che ”serve prudenza e i passi da fare vanno fatti con grande determinazione” dall’altra afferma che “I downgrade arrivano sempre con un tempismo non casuale. Hollande invece è convinto che Il taglio del rating della Ue da parte di Standard & Poor’s “non cambia assolutamente nulla”.

 

Unione bancaria. Non è un regalo agli istituti di credito

Per il Enrico Letta  il Consiglio Ue “sicuramente verrà ricordato per il passo avanti per quanto riguarda l’Unione bancaria.: E’ davvero importante, per il momento e per la rapidità”. Ma di questo accordo  si discuterà ancora in sede europea dell’Unione bancaria.

Il premier ha difeso l’accordo arrivato nel corso della notte sui passi ulteriori dell’unione bancaria anche in conferenza stampa quando rispondendo ad un cronista ha affermato “Lei dice che questo Consiglio europeo ha fatto tanto per le banche. Non è così. Io la dico in tutt’altro modo: è stata la crisi degli ultimi anni che ha fatto sì che i cittadini europei siano stati costretti a pagare tanti soldi per ricapitalizzare le banche. Oggi stiamo facendo con l’Unione bancaria una riforma fondamentale per i cittadini che tre-quattro anni fa hanno dovuto mettere un sacco di soldi per salvare le banche fallite. Quindi stiamo facendo un’Unione bancaria che è per i cittadini, per i risparmiatori, per i sistemi nazionali che hanno pagato tanto in passato per crisi che oggi cerchiamo d evitare”. 

Letta ha poi concluso che “non è un intervento per le banche anche perchè gran parte di questi fondi saranno finanziati con gli interventi delle banche stesse”.

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