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Dobbiamo eliminare il bicameralismo perfetto?

ROMA – Si continua incessantemente ad affermare, da quasi tutti gli schieramenti politici, che un’urgente necessità, per rendere più efficiente la macchina statale è il superamento del bicameralismo perfetto, in altre parole eliminiamo una camera: il Senato! Troppa lentezza nell’emanare nuove leggi.

La società moderna ha necessità di rapidità per stare dietro all’evoluzione continua, sentiamo dire. Noi non siamo della stessa opinione. Il parlamento Italiano emana ogni anno tante leggi quanto gli Stati Uniti hanno emanato dal 1946 a oggi.

Non è, quindi, un problema di quantità. Abbiamo assistito disgustati da decenni (diciamo almeno 30 anni?) ad estenuanti tentativi per approvare una legge elettorale. Si dice i politici… Abbiamo assistito con il governo dei tecnici (Monti) alla riforma del lavoro della Fornero, dove abbiamo appreso che: a) La ministra non ha ricevuto i giusti dati; b) Lei o chi per lei ha sbagliato i conti; c) nessuno si era accorto del problema chiamato poi “esodati”; d) l’allora Presidente del Consiglio Monti pur di poter dire che l’Italia stava deliberando le riforme che necessitavano per lo sviluppo della popolazione italiana all’ennesima riunione di Bruxelles, ha preteso l’approvazione della riforma, nonostante, più parti, si segnalavano errori ed insoddisfazione per una legge che in molti iniziavano a capire fosse un vero colabrodo.

Non dimenticheremo mai la dichiarazione del Premier: “Approviamola perché l’Europa la aspetta! Poi al ritorno da Bruxelles la cambieremo”, in altre parole dopo quasi 10 mesi avevamo una legge che qualcuno ha poi definito schifosa e chi la stava approvando aveva già ravvisato la necessità di modificarla.

A questi due esempi, risparmiamo al lettore altre nefandezze similari che lo obbligherebbe a leggere per altre 12 ore, ricordiamo ai cultori della pretesa rapidità che le leggi non dovrebbero essere emesse con rapidità ma dopo ampie discussioni, confronti e riflessioni. Le leggi dovrebbero essere emanate solo quando sia ragionevole pensare che

siano vicine alla perfezione, che siano l’espressione di una necessità della società civile e che la stessa, in maggioranza, le condivida. Ora tutti noi sappiamo che, invece, le proposte di legge sono scritte, riscritte e riscritte un numero di volte talmente elevate che paragonando la prima versione con l’ultima spesso non si ravvede la minima somiglianza. Le lotte e i contrasti portano le proposte a essere scritte la notte prima della relativa votazione non dando la possibilità ai parlamentari, non di digerirla avendo il tempo di riflettere, ma nella maggior parte dei casi neanche di leggere, finendo con il fidarsi di quanto loro chiesto dai capigruppo sollevando il Parlamento dal compito che dovrebbe essergli proprio. In conclusione forse abbiamo necessità di altre due camere con doppi servizi e provare a vedere se con il quadricameralismo perfetto potremmo avere leggi di una qualità accettabile.

Una proposta: nel IV secolo i Romani emanarono una legge che proibiva il cambiamento o superamento di leggi legalmente approvate per almeno due anni. L’obiettivo era far costatare ai cittadini se quella legge era davvero positiva o negativa oltre a bloccare l’abnorme produzione di leggi che disorientavano la popolazione. Per la serie… parliamo sempre delle stesse cose!

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